La città di Valverde, in provincia di Catania, ha finalmente la sua struttura sportiva destinata alle attività dei più giovani. L’inaugurazione del nuovo centro “Don Pino Puglisi” è avvenuta ieri alla presenza del Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, e del Sindaco di Valverde, Domenico Caggegi, accompagnati dalle autorità cittadine.
Il nuovo centro polisportivo sarà dotato di sei i campi dedicati al tennis, al basket, al calcio e alla pallavolo. La realizzazione dell’opera era attesa da quasi quarant’anni, da quando il finanziamento era stato bloccato. Grazie all’intervento da parte del Ministro, su invito del sindaco Caggegi, è stata possibile completare la riqualificazione dell’infrastruttura, fermo addirittura dal 1989. In quell’anno “il Comune ottenne un finanziamento di un miliardo e 300 milioni di vecchie lire destinato a iniziative legate ai Mondiali di calcio di ‘Italia ’90‘. Un finanziamento, però, mai utilizzato e rimasto congelato per quasi quattro decenni” ha spiegato il sindaco di Valverde.
“È una giornata speciale per Valverde – ha concluso Domenico Caggegi –. Questo spazio è il simbolo della nostra visione di comunità: un luogo dove i giovani possano crescere, incontrarsi e coltivare la passione per lo sport nel nome di Don Pino Puglisi, esempio di impegno e di coraggio”.
“Abbiamo deciso di impegnarci per i luoghi abbandonati o incompiuti, utilizzando le risorse che erano inutilizzate da decenni – afferma il ministro Andrea Abodi -. Questo era un simbolo di arretratezza che siamo riusciti a recuperare grazie alla volontà del sindaco e alla capacità di non arrendersi di fronte all’opportunità. Abbiamo il dovere di mettere a disposizione dei più piccoli ciò che abbiamo.
L’intitolazione dell’impianto a Don Pino Puglisi, martire della mafia e figura emblematica dell’impegno educativo, ne rafforza il significato: non è solo un luogo dedicato all’attività fisica, ma un vero e proprio presidio di legalità e inclusione sociale. L’inaugurazione, condotta da Ruggero Sardo, ha visto la partecipazione anche del prefetto di Catania, Pietro Signoriello, e del vescovo di Acireale, monsignor Antonino Raspanti.




















