La sanità convenzionata siciliana si prepara a una giornata di protesta senza precedenti. Il 26 novembre, studi medici, laboratori d’analisi e strutture accreditate chiuderanno le porte e si riuniranno a Palermo per una manifestazione regionale organizzata dall’Intersindacale sanitaria, che riunisce dieci sigle del settore insieme al Codacons.
Da tutte le province dell’isola arrivano adesioni compatte, segno di un malcontento diffuso che coinvolge professionisti, associazioni e cittadini. “Non è una protesta contro qualcuno, ma un appello per una sanità più equa e giusta”, ha ribadito Pietro Miraglia, responsabile regionale della FederBiologi, parlando del sostegno crescente del “popolo siciliano” in difesa del diritto alla salute.
Le richieste della categoria
La mobilitazione nasce dalla necessità di ottenere risposte concrete alle criticità che da anni gravano sulle strutture convenzionate. Il fisiatra Salvatore Calvaruso sottolinea la necessità di superare il piano di rientro, che da tempo frena l’evoluzione del sistema sanitario regionale, creando ritardi, disagi e incertezze.
Le tensioni sono emerse con forza durante l’assemblea regionale dell’Intersindacale, che si è tenuta all’Astoria Palace Hotel di Palermo con la partecipazione di oltre 250 delegati e rappresentanti delle principali realtà del settore. L’assemblea ha approvato due mozioni: l’organizzazione della manifestazione pubblica a Palermo e la serrata generale delle strutture convenzionate fino a quando non arriveranno risposte dalle istituzioni.
“Il diritto alla cura non può essere compromesso”
Tra le voci più rilevanti, quella di Antonella Danile di Confcommercio Salute Sanità e Cura Agrigento, che ricorda come l’assistenza sanitaria sia “un diritto fondamentale che non può venire meno, soprattutto in un momento in cui molte famiglie vivono difficoltà economiche”.
Miraglia ribadisce un concetto chiave: i cittadini devono essere consapevoli che il diritto alla cura e alla libera scelta della struttura sanitaria è un pilastro costituzionale che va difeso.
Un appello ai cittadini
La mobilitazione del 26 novembre non vuole trasformarsi in uno scontro, ma in un momento di unità e consapevolezza. Il messaggio lanciato alla popolazione è chiaro: difendere la sanità convenzionata significa proteggere un servizio fondamentale, senza il quale l’intero sistema sanitario regionale rischia di bloccarsi.
“Non chiediamo privilegi, chiediamo rispetto”, affermano le sigle promotrici. “Senza le strutture convenzionate la sanità siciliana si ferma. Difendiamo insieme il diritto alla cura dei cittadini”.


















