Dalle 10 di questa mattina, 22 settembre, la Sicilia si ferma. A organizzare lo sciopero generale di 24 ore sono state le sigle sindacali Usb, Cub, Adl Varese, Sgb e Usi-Ci, che hanno aderito alla mobilitazione nazionale. “Sarà un grande sciopero generale che bloccherà il Paese. I segnali sono ormai talmente forti che non abbiamo più dubbi: saranno milioni i lavoratori e le lavoratrici che si fermeranno”, hanno dichiarato dall’USB. La protesta, di carattere nazionale, coinvolge tutte le principali città italiane, con manifestazioni in programma a Roma, Milano e Napoli.
La Sicilia per Gaza
In concomitanza con lo sciopero, migliaia di persone sono scese in piazza in Sicilia per sensibilizzare l’opinione pubblica e lanciare un messaggio forte al governo su quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza. L’isola si è fermata non solo per lo sciopero dei lavoratori, ma anche per manifestazioni diffuse in numerosi centri: Palermo, Catania, Messina, Trapani, Caltanissetta, Enna, Modica, Ragusa, le Isole Eolie, Alcamo, Partinico, Siracusa e Santa Teresa di Riva. In piazza stanno sfilando insegnanti, personale universitario, lavoratori dei trasporti ferroviari, portuali e locali, insieme a collettivi studenteschi.

Le richieste dei sindacati
Nel comunicato ufficiale, le sigle sindacali autonome spiegano che lo sciopero è stato indetto “in risposta al genocidio in corso nella Striscia di Gaza, al blocco degli aiuti umanitari da parte dell’esercito israeliano e alle minacce rivolte contro la missione internazionale Global Sumud Flotilla, che vede a bordo anche lavoratori e sindacalisti italiani impegnati nel portare derrate alimentari e beni di prima necessità alla popolazione palestinese”. Le organizzazioni chiedono inoltre “sanzioni a Israele e la rottura delle relazioni diplomatiche e commerciali”.
Gli appuntamenti nelle città
- Palermo: incontro alle 10 davanti al Teatro Massimo, con lo slogan “Blocchiamo tutto con la Palestina nel cuore”.
- Catania: appuntamento alle 10 all’ingresso di Villa Bellini, dove gli organizzatori hanno ribadito la “solidarietà col popolo palestinese e pieno supporto alla Global Sumud Flotilla”, impegnata a rompere l’assedio di Gaza e a portare aiuti umanitari.
- Ragusa: sit-in in piazza Matteotti.
- Modica: corteo lungo Corso Umberto, cuore della città.
- Messina: presidio in piazza Cairoli, a partire dalle 9.30.

Lo stop dei trasporti
Lo sciopero è scattato fin dalle prime ore del mattino, con bus, treni e mezzi pubblici che hanno ridotto le corse. A fermarsi non è stato solo il trasporto pubblico: anche diverse aziende private e realtà della logistica hanno sospeso le attività. Disagi pure nel settore scolastico, con numerosi istituti chiusi e studenti in piazza al fianco di insegnanti e personale ATA aderenti alla mobilitazione.

Particolarmente pesante la situazione per i pendolari ferroviari. Lo sciopero riguarda il personale del gruppo Fs, a partire da Trenitalia (con l’eccezione della Calabria), oltre a Trenitalia Tper, Italo – Nuovo Trasporto Viaggiatori e Trenord. L’agitazione, iniziata alla mezzanotte del 22 settembre, proseguirà fino alle 23:00, ma con possibili ripercussioni anche nelle ore immediatamente precedenti e successive. Come previsto dalla normativa, saranno comunque garantite due fasce di mobilità: dalle 6:00 alle 9:00 e dalle 18:00 alle 21:00.

Sciopero dei voli
Il 22 settembre si inserisce anche in un calendario più ampio di agitazioni che tocca il settore aereo. In diversi scali italiani sono previsti disagi, con lo stop di alcune sigle sindacali che interessa il personale di compagnie come Wizz Air, Malta Limited e Volotea, oltre agli addetti alla sicurezza aeroportuale, tra cui quelli della Sogaer Security all’aeroporto di Cagliari-Elmas. Una mobilitazione che non si esaurirà oggi: sono infatti già in programma nuove astensioni a ottobre e novembre, segno di un autunno caldo per il trasporto aereo.


















