Dopo anni lontano dai riflettori, le Terme di Sciacca potrebbero riacquistare una nuova luce grazie ad un bando della Regione Siciliana. Con un Avviso pubblico esplorativo, è stata avviata la ricerca di operatori economici interessati a proporre un partenariato pubblico-privato per la riqualificazione del complesso termale. Un investimento strategico sostenuto dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, che punta a rilanciare un sito da anni inattivo ma ricco di potenzialità.
Il bando
Il Dipartimento delle Attività Produttive, il 5 novembre 2025, ha approvato l’Avviso pubblico volto a individuare soggetti privati interessati alla progettazione, realizzazione e gestione del complesso termale di Sciacca, includendo anche la concessione mineraria. Il progetto beneficia di una copertura finanziaria di 50 milioni di euro. L’obiettivo è trasformare l’area in un polo moderno e competitivo, capace di unire cura termale, benessere, sviluppo urbano e turismo esperienziale.
L’Avviso mira a raccogliere proposte tecniche e gestionali che garantiscano sostenibilità, innovazione e valorizzazione delle acque termali saccensi. La riapertura del complesso rappresenterebbe un’opportunità significativa per l’economia locale e per il rilancio turistico della provincia di Agrigento. Gli operatori interessati dovranno presentare le loro proposte entro il 27 febbraio 2025 alle ore 12, secondo le modalità indicate negli atti ufficiali. Con questo passaggio formale, la Regione apre una fase decisiva per il futuro di uno dei siti termali più iconici dell’isola.
La storia delle Terme di Sciacca
Le terme di Sciacca sono un patrimonio unico che per secoli ha attratto viaggiatori, studiosi e pellegrini. Dalle origini greche al ruolo centrale avuto durante l’epoca romana e medievale, fino a diventare il centro dei dibattiti scientifici dei medici rinascimentali. Anche nel recente passato hanno continuato a rappresentare una risorsa identitaria e strategica per la città.
Tra Ottocento e Novecento nuovi stabilimenti e strutture ricettive hanno trasformato Sciacca in un polo di cura, turismo e ricerca. Tuttavia, questa eredità si è progressivamente incrinata, lasciando in sospeso un patrimonio pubblico vastissimo: teatri mai completati, hotel inaugurati ma mai aperti, parchi e piscine termali chiusi nonostante gli investimenti.
Ad oggi, le terme sono chiuse dal 2015, quando la Regione dichiarò perdite annuali di circa 2 milioni di euro e avviò la liquidazione. Da allora il complesso è rimasto fermo, consumato dal tempo e da una lunga assenza di strategie. La chiusura non ha solo interrotto una tradizione millenaria, ma ha privato Sciacca di uno dei suoi motori economici più potenziali.



















