“Il Popolo Siciliano vuole l’Italia una ed indivisibile con Vittorio Emanuele Re costituzionale, ed i suoi legittimi discendenti?“, era questo il quesito redatto da Francesco Crispi, con sonoro Sì votato da 432.053 mila siciliani, contro i 667 contrari.
Il 2 dicembre 1860 il proditattore della Sicilia, Antonio Mordini, espone a Vittorio Emanuele II i risultati plebiscitari delle provincie siciliane. Da quel momento in poi, la storia della Sicilia e dell’Italia cambiò per sempre: mai più divisi, ma sempre parte di un’unica bandiera, quella italiana. Dopo l’impresa dei mille di Garibaldi, la Sicilia poneva fine a secoli di invasioni straniere e dominazioni, dichiarandosi italiana a Palazzo d’Orleans.
La Sicilia e il Regno d’Italia
L’annessione fu formalizzata con regio decreto del 17 dicembre 1860 n. 4499 “Le province siciliane faranno parte integrante dello Stato italiano dalla data del presente decreto“, il tutto dopo tante battaglie e la dittatura, per nome del re Vittorio Emanuele II, di Garibaldi, iniziata il 14 maggio del 1860. La Sicilia arrivava dalla dominazione dei Borbone, mal sopportata da una buona parte della popolazione, che già negli anni passati, soprattutto nel 1848, si ribellò contro la casata reale. I siciliani riuscirono addirittura a raggiungere l’indipendenza, durata però solamente un anno, con la riconquista dei Borbone avvenuta nel 1849.
La svolta avvenne con la Spedizione dei Mille, un’impresa eroica del 1860 guidata da Giuseppe Garibaldi. Mille volontari partirono nella notte tra il 5 e il 6 maggio da Quarto, vicino a Genova, per sbarcare a Marsala. Con il sostegno della popolazione locale, riuscirono a rovesciare il dominio borbonico e conquistarono, l’intero il Mezzogiorno, riuscendo a completare le operazioni di riunificazione dell’Italia (salvo Roma, riconquistata solamente nel 1870).

Il passaggio a Regione a Statuto Speciale
Nel corso degli anni, dopo l’unificazione, l’Isola è rimasta preda dei soliti problemi: poche infrastrutture, economia sottosviluppata e condizioni di vita al di sotto delle regioni del Nord. La regione fu una delle protagoniste della famosissima Questione meridionale, una delle più grandi sfide nate il giorno dopo dell’unificazione nazionale, ovvero il sottosviluppo delle regioni meridionali rispetto a quelle settentrionali.
La questione non fu mai risolta, con una parte dell’opinione pubblica siciliana rimasta indignata, a suo dire, del menefreghismo del governo centrare riguardo la questione meridionale e soprattutto della Trinacria. Questa situazione fece crescere il patriottismo siciliano, manifestatosi soprattutto quasi 80 anni dopo, ovvero all’indomani della sconfitta del fascismo. La Sicilia, infatti, ottenne lo Statuto Speciale e il ritorno dell’ARS, in un clima di tensioni e spinte indipendentiste. Lo statuto garantì ampia autonomia legislativa, amministrativa e fiscale: l’autonomia della Sicilia entrò in Costituzione in 1948, diventando uno dei pilastri dell’Unità nazionale repubblicana.


















