Ficarra e Picone tornano alla ribalta su Netflix dopo il successo di Incastrati: questa volta è il turno di Sicilia Express, una commedia che racconta con ironia i problemi dei siciliani che devono spostarsi dalla Sicilia al Nord Italia. Il duo comico interpreta una coppia di amici che lavorano come infermieri a Milano e dunque costretti a lasciare le loro famiglie: Picone ha una figlia, che stanca di dover salutare il padre per lavoro, chiede a Babbo Natale di trovare un modo per rendere più accessibile la sua permanenza in Sicilia. Tra gag e critiche velate alla società siciliana, la serie porta avanti una storia fatta di intrecci, risate e la satira che ha sempre contraddistinto i due attori palermitani.
La satira e le critiche alla Sicilia
All’interno della serie si sviluppano situazioni e personaggi che sembrano parodizzare i vari problemi e disagi della Sicilia. A colpire è sicuramente il suocero di Picone, capo di un’azienda agroalimentare che critica il genero perché ha scelto di lavorare a Milano invece di scendere e lavorare insieme a lui. Il personaggio è chiaramente macchiettistico: ripete sempre che a Milano c’è la nebbia e nessuno saluta mai il prossimo, calcando la mano sugli stereotipi sul Nord Italia e soprattutto, il suocero rappresenta una critica verso i siciliani che accusano i conterranei che emigrano di essere “traditori” perché non si accontentano di un lavoretto sull’Isola e seguono i propri sogni.
Non possono mancare le citazioni alla quotidianità siciliana, ovvero la mancanza d’acqua: le scenette a riguardo sono spesso ripetute, giorno per giorno, proprio per far notare che in Sicilia, è un problema giornaliero. I personaggi milanesi sono anche stessi delle parodie: i colleghi di Ficarra e Picone esprimono due dualità, ovvero uno di loro ama la Sicilia per il mare, ricalcando lo stereotipo (la Sicilia vista dalla cartolina), mentre l’altro sembra quasi invidiarla dicendo che “Il mare non mi piace“.
Spicca anche il personaggio del direttore, che questa volta esprime una faccia della società: il meridionale rinnegato. Il direttore è un calabrese dallo spiccato accento, che odia le persone del Sud e addirittura l’accento meridionale pur avendolo egli stesso, ma affermando di parlare con una perfetta dizione e che fa di tutto per non permettere ai due protagonisti di tornare in Sicilia.
Il messaggio di Sicilia Express: le due realtà si compensano
Il messaggio finale dell’opera sembra chiaro: in realtà i due “mondi“, che vengono collegati attraverso un cassonetto che funge da teletrasporto, si compensano. Gli alti consumi e offerta di lavoro del Nord aiutano i siciliani a vivere senza problemi economici, ma la bellezza e la “vita lenta” della Sicilia aiutano i milanesi a vivere con più serenità e senza stress.
Il personaggio che collega i due mondi è Claudia, interpretata da Katia Follesa, una milanese emigrata al Sud e che non ha alcuna intenzione di andare via: sembra essere l’unica a capire che tra le due realtà non devono esserci contrasti, ma collaborazione. La mini serie è dunque uno spaccato della società siciliana e italiana in generale: Ficarra e Picone analizzano al meglio i problemi italiani, facendo notare che l’Italia dovrebbe essere unita, non divisa, al contrario di ciò che vorrebbe il capo del governo all’interno dell’universo narrativo di Sicilia Express.



















