L’8 dicembre segna l’inizio delle festività natalizie e, in occasione della Festa dell’Immacolata Concezione, c’è un piatto che non può assolutamente mancare sulle tavole dei siciliani: il baccalà.
La ricetta del baccalà: ingredienti e procedimento
Per cucinare un perfetto baccalà in pieno stile siculo, o meglio messinese – considerando le numerose varianti – occorrono i seguenti ingredienti:
- Filetto di baccalà
- Polpa di pomodoro
- Cipolla
- Aglio
- Prezzemolo
- Uva passa
- Olive nere o verdi snocciolate
- Olio extravergine d’oliva
- Pepe
In primo luogo è necessario versare un filo d’olio in un tegame largo e aggiungere la cipolla tagliata sottile insieme a uno spicchio d’aglio leggermente schiacciato. Si deve quindi attendere il tempo necessario affinché si ammorbidiscano dolcemente, assumendo un colore dorato.
Si procede aggiungendo il pomodoro, il prezzemolo tritato, le olive e l’uva passa, già rinvenuta in acqua tiepida, e lasciando che gli aromi si fondano mescolando con calma.
Quando il condimento è ben avviato, è il momento di aggiungere il pepe (q.b.) e di unire un po’ d’acqua calda per allungare il fondo, portandolo a bollore per circa dieci minuti. A questo punto si può procedere aggiungendo il pesce al tegame, coprendo e lasciando cuocere a fiamma bassa per una ventina di minuti. Durante la cottura è importante verificare che non si attacchi al fondo: sarà sufficiente muovere il tegame ogni tanto, senza mescolare. Il vostro baccalà è servito!
Le varianti: baccalà in umido e fritto
Nel palermitano e nel catanese invece, la tradizione vuole che il baccalà sia fritto, mentre in altre zone si opta per la versione in umido con patate e prezzemolo. E ancora, i più fantasiosi, ricorrono alle polpette di baccalà, morbide e dorate e perfette per i bambini.
Come è nata la tradizione del baccalà in Sicilia
Secondo la tradizione cattolica, la Festa dell’Immacolata Concezione, celebrata l’8 dicembre, rientra tra i giorni di magro: date in cui i credenti dovevano astenersi dall’assunzione di carne. Per questo, il ricorso ad alimenti più semplici e sobri – il baccalà nasceva infatti come piatto povero – come il pesce o le verdure rappresentavano la scelta migliore.
Oggi, nonostante la Chiesa non imponga più l’astinenza dalla carne in questa giornata, la tradizione continua e il baccalà ha vinto il ruolo di protagonista indiscusso dell’8 dicembre, non solo in Sicilia ma anche in Calabria e in altre regioni d’Italia, incluso il Nord.
Non solo baccalà l’8 dicembre: lo sfincione e i buccellati
Sull’Isola però, la tavola accoglie diversi altri piatti, dalle verdure in pastella, come broccoli, cavolfiori, cardi e carciofi, allo sfincione, anche lui immancabile per celebrare l’8 dicembre come si deve.
Per i dolci, c’è chi anticipa il 13 dicembre (Santa Lucia) iniziando con le prime cuccìe – dolce di grano bollito e ricotta, con aggiunta di gocce di cioccolato – o chi invece sceglie i buccellati, realizzati con fichi secchi, mandorle, noci, agrumi, miele, cannella, e spesso anche uvetta e cioccolato.




















