L’appuntamento è per sabato 10 gennaio 2026, quando la delegazione siciliana delle Donne del Vino si riunirà per eleggere la nuova delegata regionale e le due vicedelegate. Il 2025 chiude infatti il settennato di Roberta Urso – eletta il mese scorso nel Consiglio direttivo nazionale dell’associazione – che, dal suo insediamento nel gennaio 2019, quando la delegazione contava soltanto 14 socie, lascia oggi una realtà che conta ben 120 iscritte in Sicilia. L’incremento esponenziale delle socie è solo uno degli indicatori della crescita delle DDV di Sicilia perché ciò che spicca è soprattutto la capacità della squadra di creare rete, multiculturalità e progetti collettivi, unendo diverse professionalità e competenze, con l’obiettivo di promuovere non solo la qualità enologica dei territori ma anche la cultura del vino come patrimonio sociale.
Produttrici, sommelier, giornaliste, agronome, enologhe, manager del mondo vitivinicolo, l’associazione siciliana è riuscita a costruire un racconto corale e – a detta della presidente nazionale Daniela Mastroberardino – è oggi una delle espressioni più mature, riconoscibili e autorevoli del lavoro femminile nel settore vitivinicolo italiano.
Il meeting di fine anno di Donne del Vino
Il meeting di fine anno, ospitato sull’Etna dalla cantina Palmento Costanzo, è stata l’occasione per ripercorrere il fittissimo calendario di eventi che nel 2025 hanno intrecciato vino, arte, impegno civile, solidarietà e riflessione. Come nel caso di “Donne, Vino e vele”, a Riposto, grazie alla raccolta fondi a favore della cardiochirurgia pediatrica dell’ospedale di Taormina, resa possibile dalla generosità delle produttrici, che ha dimostrato come il vino possa diventare strumento concreto di solidarietà. O come per la performance “Il vento si solleva”, in uno dei luoghi più potenti della memoria siciliana, le Cave di Cusa, che ha dato corpo a una narrazione tutta al femminile fatta di resilienza, coraggio e trasformazione.
A Giardini Naxos, il conferimento del Premio Nike alla Delegazione Sicilia delle Donne del Vino ha rappresentato un riconoscimento pubblico del lavoro svolto dall’associazione in questi anni mentre il legame con il territorio e con la sua dimensione produttiva è stato invece il filo conduttore di “100 Etna, Fucina di Vulcano”, che si è tenuto in settembre a Bronte, dove la narrazione enologica è diventata dialogo con chef e produttori delle eccellenze dell’Isola.
Da Catania al Castello San Marco di Calatabiano, da Marsala a Sambuca di Sicilia, da Giarre a Menfi, dove Inycon ha voluto inserire nel suo ricco programma una masterclass animata da alcune produttrici della delegazione, le tematiche legate a innovazione, sostenibilità e ricerca – scelte dal direttivo nazionale come motivo conduttore del 2025 – sono state declinate in ogni loro forma, attraverso le esperienze delle produttrici, capaci di parlare il linguaggio del futuro senza rinnegare le proprie radici, in un dialogo continuo con il pubblico di workshop, degustazioni, visite in cantine, eventi.
A Palermo, l’iniziativa “Vino è Donna” ha ribadito con forza il legame tra l’associazione e la Marisa Leo APS, trasformando il ricordo di Marisa Leo, donna del vino siciliana vittima di femminicidio, in azione concreta e sostegno a tutte le donne contro ogni forma di violenza e pregiudizio.
Premio Donnattiva a Roberta Urso
Il 12 dicembre a Palermo, il conferimento a Roberta Urso del Premio Donnattiva ha simbolicamente chiuso il 2025 delle Donne del Vino siciliane, riconoscendo alla Urso non solo un percorso professionale che ha valorizzato il ruolo femminile nella realtà imprenditoriale vitivinicola ma una visione inclusiva capace di tenere insieme persone, idee e territori.

È questo, in realtà, il vero punto di forza della comunità DDV che, non appena dalle urne usciranno i nomi delle tre socie che guideranno il nuovo settennato, è pronta a confrontarsi con il tema scelto per le attività sociali del 2026: talento e leadership femminile.


















