Non tutte le principesse aspettano il principe azzurro. Alcune, come Iris, preferiscono perdersi nei boschi, inventare mondi nuovi e immaginare un futuro che non assomiglia a quello che gli altri hanno già scritto per loro. È questo il cuore de “La principessa Iris”, la favola teatrale firmata da Lucia Incarbona che andrà in scena sabato 31 gennaio alle 18 al Teatro Jolly di Palermo, all’interno della rassegna Trame e Identità.
È una storia per grandi e piccini, che usa il linguaggio della fiaba per parlare di libertà, desideri e identità, con quella leggerezza che permette ai più piccoli di sognare e agli adulti di riconoscersi.
Una favola contemporanea tra magia, comicità e scelte coraggiose
Lo spettacolo si muove in un regno immaginario popolato da animali parlanti, streghe e figure bizzarre, dove un incontro inatteso cambia il destino della protagonista. Iris bacia un ranocchio convinta di spezzare un incantesimo, ma la magia colpisce anche lei, trascinandola in un viaggio avventuroso che alterna momenti comici e passaggi più teneri.
Il racconto, pur mantenendo la struttura della fiaba classica, introduce temi attualissimi, come la libertà di scegliere chi essere, il diritto di sognare senza chiedere permesso, la forza di seguire la propria strada anche quando non coincide con le aspettative degli altri.

Lucia Incarbona: “Iris non sogna il principe, sogna di vivere”
Autrice, regista e costumista, Lucia Incarbona costruisce uno spettacolo che è insieme poetico e ironico, capace di parlare a un pubblico trasversale: “Amo profondamente le favole – dice – perché mi permettono di volare con la fantasia, non solo nella scrittura ma anche nella costruzione della scena, dei costumi, delle ambientazioni”.
E su Iris aggiunge: “È una principessa indipendente, non sogna il principe azzurro, sogna di viaggiare, di scrivere, di vivere. E credo che questo conflitto tra ciò che siamo e ciò che gli altri vorrebbero per noi attraversi tutte le famiglie”. Un messaggio che arriva chiaro, senza moralismi, e che diventa il filo rosso dell’intero spettacolo.
Un cast giovane per il regno di Iris
A interpretare la protagonista è Maria Desirée Leto, affiancata da un gruppo di giovani attori tra i 13 e i 26 anni: Giada Riera, Daniele Guttuso, Vincenzo Napoli, Giuseppe Di Maio, Floriana Antonizzi e Adriana Siino. Accanto a loro, anche i bambini del laboratorio Kids di Panormos, coinvolti come piccoli abitanti del regno, a sottolineare la dimensione corale e partecipata del progetto.
Alla regia, Incarbona è affiancata da Marilina Giordano come aiuto regia, mentre la direzione tecnica è affidata a Gabriele Aiello. La cura della dizione è di Stefania Mulè.

Una rassegna dedicata a identità e immaginazione
“La principessa Iris” fa parte della stagione 2025‑26 di Panormos Officina Artistica e L’Incanto di Iris, raccolta sotto il titolo Trame e Identità.
Dopo il 31 gennaio, la rassegna prosegue con titoli che attraversano generi e sensibilità diverse, mantenendo al centro il tema della complessità umana, a cominciare dalle atmosfere più intime e drammatiche con “Il Filo”, in scena il 21 febbraio al Teatro Puglisi.
Il 13 marzo al Teatro Jolly arriva invece un titolo che parla direttamente agli appassionati di cultura pop: “Vegeta è morto e l’ho ucciso io”, monologo autoironico di Gianluca Iacono, voce storica del doppiaggio italiano.
Il 18 aprile, sempre al Jolly, Lucia Incarbona torna in scena con “Certi Obblighi… Donna Mimma”.
A chiudere la stagione, il 16 maggio, sarà “Le Voci che Restano” di e con Stefania Mulè, un rito collettivo che intreccia teatro civile e musica dal vivo. Rita Atria, Stefania Noce e Rosa Balistreri rivivono sul palco in un racconto che unisce memoria, coraggio e identità siciliane, trasformando la scena in un luogo di ascolto e testimonianza.











