Prof. Francesco Cupido
Dr. Nicola Puccio
Negli ultimi mesi l’attenzione della comunità scientifica si è concentrata su quella che gli esperti definiscono “Influenza K”, una nuova variante influenzale caratterizzata da elevata contagiosità e durata più prolungata rispetto alla classica influenza stagionale.
L’influenza K si manifesta con un esordio brusco con febbre alta e refrattaria alla terapia antipiretica, disturbi gastrointestinali come crampi, nausea e vomito – soprattutto nei primi 2 giorni – e diarrea che può comparire nella fase della malattia in cui la febbre ha cominciato a scendere. La fase acuta ha una durata di 3-5 giorni di febbre intensa mentre la tosse e stanchezza si protraggono anche per più di 2 settimane.
La temperatura sale rapidamente sopra i 38,5 gradi accompagnata da brividi e tosse stizzosa, mal di gola e congestione nasale, e dolori muscolari diffusi e stanchezza. I soggetti a rischio, soprattutto anziani, bambini e persone con difese immunitarie ridotte, possono evolvere in quadri di difficoltà respiratoria, bronchite.
Essendo una malattia di origine virale, la terapia si pone l’obiettivo di alleviare i sintomi e prevenire complicazioni: è fondamentale il riposo, soprattutto nei primi 3-5 giorni, favore una abbondante idratazione, una alimentazione leggera ma nutriente, e terapia antipiretica.
Per i soggetti fragili è consigliabile il controllo del medico e monitoraggio dei sintomi respiratori, evitare l’assunzione di antibiotici senza prescrizione e sforzi fisici.
I dati sull’influenza in Sicilia
I dati più recenti, la Sicilia è tra le regioni italiane più colpite dall’influenza, con un’incidenza di circa 19,41 casi per mille assistiti, ben al di sopra della media nazionale, che è stata superata anche da Campania e Marche.
Secondo i rapporti di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, tra il22 e il 28 dicembre 2025 – i giorni dove la variante K sembra essere stata più diffusa – la Sicilia ha registrato circa 2.700 casi, con un’incidenza stimata di circa 20 casi ogni 1.000 abitanti, più alta d’Italia in quel periodo e con un aumento rispetto alla settimana precedente; in particolare è salita la circolazione nella popolazione adulta, mentre nei bambini 0-4 anni si è osservata una diminuzione dell’incidenza.





















