Isabella Napoli
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La scrittura è una delle mie passioni sin da quando bambina mi piaceva scrivere favole su animali e personaggi fantastici. Giornalista professionista dal 2004, festeggio i 20 anni di professione e ho debuttato l’anno scorso con un mio blog. Mi piace seguire la moda e scoprire talenti tra stilisti e artigiani nella mia Sicilia. Il mio lettore più critico? Mio nipote Davide Teo, 6 anni e mezzo, studia a Milano inglese e ogni tanto prova a leggere i miei articoli e li boccia.

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C’era una volta… il leone Ciccio

Chi sapeva che fino alla fine degli anni Novanta c'era un leone in gabbia a Villa Giulia a Palermo ? Leggete qui la sorprendete storia del leone "Ciccio"

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Non è una leggenda metropolitana, ma una storia vera: quella del leone Ciccio viene ancora ricordata, anche dai palermitani meno giovani, per il suo lieto fine. Ma andiamo con ordine: nelle domeniche a cavallo tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Novanta, le famiglie portavano i bambini a Villa Giulia, per rilassarsi in mezzo al verde urbano cittadino. Tra le giostre e i venditori di dolci, spiccava una gabbia che attirava l’attenzione dei più, diventando di fatto l’attrazione principale della villa. La gabbia era abitata da un leone. Un animale che fu soprannominato Il leone “Ciccio”.

La storia

Ciccio arrivò a Palermo alla fine degli anni Sessanta grazie a un ricco imprenditore veneto, il cavaliere del lavoro Armando Furlanis che decise di donarlo all’amministrazione comunale. 

Non essendoci allora un giardino zoologico – fatta eccezione per il parco di Villa d’Orleans – venne allestita grossolanamente una gabbia all’interno del parco di Villa Giulia, lo splendido giardino ideato dall’architetto Nicolò Palma che già vantava diverse attrazioni per famiglie: giostre, biciclette, dolciumi, un trenino che faceva il giro della Villa, uno stagno per le anatre e una piccola gabbietta per le scimmie.

La vicenda del leone Ciccio si concluse proprio così. Viste le condizioni in cui era recluso – una gabbia troppo piccola, umida, fatiscente e sporca, certamente lontana dal suo habitat naturale – il leone di Villa Giulia aveva nello sguardo un velo di tristezza e rassegnazione e dormiva la maggior parte delle giornate

Si era ammalato di solitudine e depressione, e la notizia fece tanto rumore da occupare i titoli di pagina delle testate più rinomate, tra cui il Giornale di Sicilia

Il leone Ciccio abitò quindi le gabbie di Villa Giulia per poco più di una ventina d’anni fino a quando, nel 1990, e grazie ai numerosi movimenti animalisti in sua difesa, venne prelevato e trasferito allo Zoo Fattoria di Terrasini, in cura appunto dal dottor Pietro Quatra. Lì si accoppiò con una leonessa del luogo, divenne papà di due leoncini, ma morì solo cinque anni dopo.

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Le testimonianze

“Ero un bambino – racconta il presidente della prima circoscrizione Antonio Nicolao – ma ricordo che era una vera attrazione, per grandi e piccini. Si camminava tranquilli in quei viali alberati e trovare pure la sorpresa del leone era una cosa veramente fantastica”.

Tra i testimoni di quella storia e anche tra i fotografi che ne conservano preziosi scatti, come quelli che ci sono stati ceduti per questo articolo, il fotografo Franco Lannino che ai tempi con l’agenzia Studio Camera ritrasse più volte il leone. “Il leone di villa Giulia nel 1989 fu poi trasferito da Palermo allo zoo fattoria di Terrasini – dice Lannino – i tempi erano quelli che erano e Ciccio veniva esposto come un trofeo. Noi bambini lo andavamo a trovare ogni domenica e non ci rendevamo conto, esattamente come i nostri genitori che da lui ci portavano, di quanto triste e drammatica fosse la sua situazione. La storia ci racconta che il dottor Pietro Quatra lo portò via, lo trasferì nel suo zoo fattoria di Terrasini, in provincia di Palermo. Lì Ciccio conobbe una compagna, per la prima volta in vita sua, e con lei ebbe due figli, due leoncini bianchi bellissimi. In una rarissima documentazione fotografica dell’avvenimento, vediamo il vecchio Re stanco ma contento di aver fatto il suo dovere su questa terra”.

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