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Chef Cannavacciuolo avvistato in Sicilia, al via le riprese di un nuovo format televisivo?

Con lui tutta la troupe televisiva del programma

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Masterchef è uno dei talent show più seguiti in Italia, con gli chef Cannavacciuolo, Barbieri e Locatelli ormai diventati delle vere e proprie star della televisione. Negli scorsi giorni, Antonino Cannavacciuolo, chef campano proprietario di Villa Crespi, è stato avvistato tra Noto e Avola, con i media locali che hanno riportato la sua presenza e parlato delle riprese di un nuovo programma che dovrebbe portare la Sicilia sugli schermi.

Cannavacciuolo e Masterchef in Sicilia

Non solo lo chef Cannavacciuolo, ma anche la chef Chiara Pavan è stata avvistata in Sicilia, dando conferme dell’arrivo del programma nell’Isola. Pavan, infatti, è il nuovo elemento cardine di Masterchef e delle produzioni Sky: è solita accompagnare i concorrenti alle audizioni, oltre a lavorare dietro le quinte del talent e per il magazine del programma. Tra gli elementi distintivi della chef, la sua capacità di riproporre i materiali di “scarto”, riuscendo a dare spazio ad una parte della cucina spesso conosciuta.

Ecco dunque che Noto e Avola potrebbero essere protagoniste indiscusse di questo nuovo programma, proponendo, secondo le testate locali, un viaggio nella gastronomia e nella cultura culinaria siciliana, con un occhio sulla storia e i paesaggi della provincia di Siracusa. Ancora non è stata annunciata il titolo e la messa in onda del nuovo programma, ma le riprese sono ufficialmente iniziate.

Cannavacciuolo e la Sicilia: il timballo del Gattopardo

In una puntata della sesta edizione di MasterChef Italia con Cannavacciuolo come giudice, una la prova dello Skill Test ha messo i concorrenti di fronte a un caposaldo della tradizione siciliana: il Timballo del Gattopardo. Anche la recente edizione del programma, nella stagione del 2026, andata in onda a gennaio, il piatto è tornato protagonista. A guidare i concorrenti è stato Ciccio Sultano, due Stelle Michelin del Ristorante Duomo, chiamato a valutare una replica rigorosa di una ricetta ispirata al romanzo di Il Gattopardo e all’omonimo film di Luchino Visconti.

Il piatto si presenta come un’elegante architettura gastronomica, racchiusa in un guscio di pasta brisée croccante e dorata. All’interno, strati generosi di maccheroni conditi con sugo di carne, melanzane fritte, prosciutto cotto e formaggio ragusano fresco, con un ripieno sostanzioso: polpette fritte, basilico e tartufo. Un banco di prova complesso, che ha richiesto tecnica, precisione e rispetto assoluto della memoria culinaria isolana, oltre a far notare la passione dello chef campano per la cucina siciliana.

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