Il ciclone Harry in queste ore sta dando tregua alla Sicilia, duramente colpita dal maltempo nelle giornate di lunedì 19 e martedì 20 gennaio. È adesso il momento di fare la conta dei danni che si sono registrati di provincia in provincia. In primis andranno verificate le condizioni di sicurezza di infrastrutture, abitazioni e locali commerciali, poi – nel caso in cui come prevedibile siano necessari dei lavori – comprendere come attivare velocemente gli aiuti, anche economici, per sostenere in maniera adeguata istituzioni, cittadini e imprese. Non è da escludere che possa essere richiesto lo stato di calamità. È tuttavia ancora presto per fare delle stime.
Il punto del sindaco di Messina
Messina, insieme a Catania, è stata indubbiamente la provincia messa più a dura prova dal ciclone Harry. Le isole sono rimaste a lungo isolate e anche i collegamenti con le altre zone dell’Isola hanno subito dei rallentamenti. La linea ferroviaria tra le due città della Sicilia Orientale ha subito dei danni ingenti, con i binari nell’area di Scaletta che sono rimasti sospesi nel vuoto a causa delle violente onde del mare che hanno fatto crollare il terreno sottostante. Anche a Santa Teresa Riva una enorme voragine si è aperta sul lungomare zona Barracca.
In città è ancora difficile stimare i danni. “Il maltempo è stato severo, sta scemando adesso l’intensità del fenomeno e stiamo iniziando a capire quella che è la situazione rispetto alle immagini viste di questi giorni”, ha affermato il sindaco Federico Basile nel corso di un punto stampa. “Il litorale ionico è stato indubbiamente quello più colpito nelle zone di Santa Teresa, Furci, Scaletta e il lungomare di Mazzeo. Noi siamo nelle zone di Santa Margherita, dove alcune attività commerciali sono state completamente spazzate via: il lido Zahir, la Vela, tutti totalmente distrutti. Alcuni problemi ci sono stati anche in alcune abitazioni, con cedimenti dei muri perimetrali. Stiamo facendo la conta che servirà poi a portare in un tavolo istituzionale le esigenze della comunità, che continua a soffrire un fenomeno straordinario che ci ha messo a dura prova”.
Devastazione nel catanese
Anche a Catania il sindaco Enrico Trantino ha organizzato un punto stampa a Palazzo degli Elefanti per chiarire la situazione. Il primo cittadino ha intanto voluto sottolineare il senso di responsabilità e la collaborazione dimostrati dalla popolazione, che ha rispettato scrupolosamente le prescrizioni contenute nelle ordinanze comunali, consentendo insieme all’impegno di centinaia di operatori e di numerosi volontari di evitare conseguenze per l’incolumità delle persone. Al contempo però si deve fare i conti con innumerevoli danni. Le stime sono di decine di milioni di euro. Particolare preoccupazione desta la condizione geomorfologica del territorio, poiché il crollo del marciapiede del lungomare era un evento del tutto inimmaginabile e impone ora verifiche approfondite per individuare eventuali vulnerabilità analoghe. Contestualmente l’amministrazione sta predisponendo un piano di intervento per definire le modalità di ripristino della zona interessata, anche alla luce del programma di riqualificazione già previsto, che dovrà essere adattato alle nuove esigenze emerse. Domani, giovedì 22 gennaio, le scuole resteranno ancora chiuse, così come parchi e ville comunali.
Restano gli scenari da devastazione intanto nei borghi marinari duramente colpiti dall’ondata di maltempo. Fortunatamente non si registrano vittime né feriti, ma i danni a infrastrutture pubbliche e immobili privati risultano ingenti. A Stazzo i muri prospicienti il lungomare di diverse abitazioni sono stati ‘abbattuti’ dalla forza del mare. Ad Acireale stanno operando il sindaco Roberto Barbagallo, l’assessore alla Protezione Civile, Giuseppe Vasta, dirigenti e dipendenti comunali, forze dell’ordine, polizia locale e associazioni di volontariato, impegnati nelle attività di vigilanza, monitoraggio, valutazione dei danni e messa insicurezza delle aree più a rischio.
“Esistono ancora tanti pericoli, soprattutto nei nostri borghi marinari e non solo, – ha dichiarato il sindaco Barbagallo – mi appello a tutti i cittadini affinché continuino a prestare la massima attenzione ed evitino di recarsi nelle frazioni a mare. Anche i porti, i lungomari e numerosi immobili privati non sono stati risparmiati dalla forza della natura”. Le squadre comunali sono già al lavoro nelle zone costiere per avviare gli interventi necessari e riportare la situazione alla normalità. “Da una prima valutazione – conclude il sindaco – i danni al patrimonio pubblico e privato sono enormi, ma come sempre Acireale saprà rialzarsi”.
La situazione a Siracusa e Ragusa
A Siracusa e Ragusa ci si sta prendendo del tempo per comprendere come reagire all’ondata di maltempo, che anche in questo caso ha causato ingenti danni. Sono stati centinaia gli interventi dei Vigili del Fuoco, chiamati ad aiutare le persone in difficoltà a causa delle forti burrasche e del vento. Nelle due città le scuole di ogni ordine e grado sono rimaste chiuse anche oggi in modo da consentire le operazioni di verifica delle condizioni di sicurezza degli edifici e da procedere ad una puntigliosa verifica delle strade urbane e delle vie di collegamento extraurbane colpite dalle abbondanti piogge delle ultime ore e a tratti invase da pietrame e fango. La sensazione è che le operazioni possano richiedere molte ore di lavoro. Anche parchi, ville comunali e cimiteri restano chiusi.
I danni a Palermo
A Palermo dalle ore 18 di ieri alle ore 8 di oggi le squadre dei Vigili del Fuoco operanti nel territorio della provincia hanno effettuato 85 interventi, principalmente a causa delle avverse condizioni meteorologiche. Il numero complessivo degli interventi nelle ultime 24 ore ammonta a circa 190, a fronte di una media giornaliera di circa 40 interventi. Anche durante le ore notturne è stato raddoppiato il dispositivo di soccorso provinciale, con personale VVF impegnato in servizio continuativo fino a 24 ore. Attualmente risultano ancora circa 20 interventi in coda. Le maggiori criticità si sono registrate nelle aree portuali del capoluogo, dove si sono verificati due interventi di particolare rilevanza. Il primo, intorno alle ore 19.00 di ieri, ha riguardato un’autovettura affondata nel porticciolo dell’Arenella; il proprietario del veicolo è riuscito a mettersi in salvo prima dell’affondamento. Il secondo intervento è avvenuto intorno alle ore 02.20, nei pressi del Molo Trapezoidale, a seguito del distacco di due pontili ai quali erano ormeggiate diverse imbarcazioni; l’intervento delle squadre dei Vigili del Fuoco, che sono riuscite a realizzare un ancoraggio di fortuna nonostante le proibitive condizioni meteo, è risultato determinante per evitare che oltre 20 imbarcazioni andassero alla deriva.
Danni anche nell’agrigentino
Le forti mareggiate causate dai venti spinti dal ciclone Harry hanno ulteriormente evidenziato la fragilità delle coste della provincia di Agrigento, ormai decisamente compromesse dai fenomeni erosivi.
I venti di scirocco hanno “risparmiato” il tratto della pista ciclabile del viale delle Dune crollato, ma per il responsabile comunale di Protezione civile, Attilio Sciara, servono interventi urgenti per scongiurare la chiusura della strada. “È necessario – afferma Sciara – non predisporre ulteriori interventi tampone, ma occorrono studi molto più accurati e interventi rapidi. Sappiamo che ci sono dei fondi disponibili e quindi chiediamo alla politica regionale e nazionale di accorciare i tempi della burocrazia”.
Il responsabile comunale di Protezione civile lancia un appello: “Fate periziare gli eventuali danni subiti puntualizzando il nesso causale rispetto al ciclone”. Intanto squadre di tecnici sono al lavoro per verificare eventuali danni negli istituti scolastici e nelle strutture pubbliche. Venerdì 23 gennaio, a Palazzo dei Giganti, è stato fissato un vertice per fare il punto della situazione a margine del quale, con molta probabilità, il sindaco di Agrigento Franco Miccichè formulerà alla Regione la richiesta dello stato di calamità naturale.
Il commento di Schifani
Anche il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha fatto il punto sull’emergenza maltempo che ha colpito soprattutto il litorale ionico dell’Isola con il capo della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, che per tutta la notte scorsa, dalla sala operativa, ha coordinato gli interventi sui territori interessati
“Ieri notte – sottolinea Schifani – eravamo concentrati sull’emergenza e sull’evitare perdite di vite umane, con particolare attenzione ai punti più a rischio per la popolazione. Ora stanno arrivando le notizie sui danni che, purtroppo, sono molto gravi su oltre 100 chilometri di litorale ionico. Parliamo di strade litoranee, stabilimenti turistici e balneari, abitazioni e strutture portuali. Da quanto emerso da una prima valutazione siamo già nell’ordine di oltre mezzo miliardo di euro. Ho già convocato per domani una seduta straordinaria della giunta per deliberare lo stato di crisi di emergenza regionale e chiedere al governo centrale la dichiarazione di emergenza nazionale”.
Il presidente Schifani ha infine espresso un sentito ringraziamento alla Protezione civile regionale, ai volontari, ai Comuni, ai vigili del fuoco, alle forze dell’ordine e alle migliaia di persone impegnate, senza sosta, nelle ore più difficili dell’emergenza, evidenziando che “il sistema di Protezione civile, coordinato dalla Regione in raccordo con i prefetti e i sindaci, e con il supporto della Protezione civile nazionale, ha operato in modo efficace, consentendo di evitare la perdita di vite umane”.



















