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A Niscemi demolizioni e interventi di prevenzione: stanziati 150 milioni di euro

Gli interventi sono affidati al capo del dipartimento della Protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, Fabio Ciciliano, nominato commissario straordinario per l'area della località in provincia di Caltanissetta

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A distanza di cinque mesi dal Ciclone Harry, che ha devastato la Sicilia centro-orientale, sono stati pubblicati, in Gazzetta ufficiale, i decreti ministeriali che stanziano i fondi per le demolizioni e per gli interventi di “prevenzione strutturale e riduzione del rischio idraulico e idrogeologico” destinati al Comune di Niscemi, località in provincia di Caltanissetta colpita da una drammatica frana proprio a seguito del maltempo.

I decreti ministeriali per Niscemi

Nello specifico, il Ministero ha stanziato in totale 150 milioni di euro per Niscemi. Gli interventi sono affidati al capo del dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Fabio Ciciliano, nominato commissario straordinario per l’area di Niscemi. Il limite di spesa per interventi di demolizione degli edifici, pubblici e privati – rientranti nell’area di frana e nella fascia di rispetto perimetrata sulla base delle analisi e delle indagini geologiche, geotecniche e di monitoraggio strumentale, nonché per la concessione di un contributo a favore dei proprietari degli immobili demoliti – è previsto in 75 milioni di euro. 

La stessa somma è destinata a “interventi di prevenzione strutturale per la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico nel territorio del comune di Niscemi, tenuto conto di una valutazione di priorità e dell’evoluzione e dell’aggiornamento della pianificazione di bacino”. Tutte le operazioni sono “urgenti, indifferibili e di pubblica utilità”.

La frana 

La frana che si è manifesta nella provincia di Caltanissetta lo scorso inverno in seguito al Ciclone Harry ha devastato gran parte del Comune di Niscemi. La piccola località, infatti, nasce da argille sabbiose e in un contesto argilloso miocenico da poco consolidato, che non ha resistito alle importanti intemperie che hanno colpito la zona, che in passato era stata segnalata come a rischio. Lo scorso 25 gennaio una crepa lungo circa quattro chilometri ha causato lo sfollamento di 1.500 persone, costrette a evacuare. Il fenomeno ha colpito in particolare i quartieri Sante Croci, Trappeto e via Popolo, fino ad arrivare all’avanzamento del fronte in direzione Gela. Una comunità che sta ancora soffrendo e che ha bisogno degli aiuti in questione.

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