Oggi 5 gennaio 2026 è mancata Anna Falcone, sorella maggiore del magistrato Giovanni Falcone, caduto per mano della mafia il 23 maggio 1992 nella strage di Capaci. Insieme alla sorella Maria, aveva contribuito in modo determinante alla creazione della Fondazione Falcone intitolata al fratello, impegnandosi per anni nella tutela della memoria, nella promozione della cultura della legalità e nella diffusione dei valori di giustizia e impegno civile che hanno segnato la vita e l’opera del giudice.
Un impegno attivo e lontano dai riflettori
Caratterizzata da grande riservatezza, Anna Falcone aveva scelto di manifestare con discrezione il suo impegno antimafia. Per questo, appariva di rado pubblicamente, nonostante il grande lavoro svolto lontano dai riflettori a sostegno della legalità e della lotta contro la criminalità organizzata.
Attraverso il lavoro svolto all’interno della Fondazione, ha contribuito a trasformare il dolore privato in responsabilità collettiva, sostenendo progetti culturali e formativi improntati alla legalità, alla giustizia sociale e al rispetto delle istituzioni.
Palermo piange Anna Falcone
Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, dopo aver appreso la notizia della recente scomparsa ha affermato: “La scomparsa di Anna Falcone rappresenta un momento di profondo cordoglio per la città di Palermo. Con il suo stile riservato e la sua straordinaria dignità, Anna Falcone ha custodito e onorato la memoria del fratello Giovanni. Insieme alla sorella Maria ha contribuito alla nascita della Fondazione Falcone, offrendo un sostegno silenzioso ma fondamentale alla diffusione dei valori di legalità e giustizia che il giudice Falcone ha incarnato. A nome mio e dell’intera amministrazione comunale esprimo il più sentito cordoglio alla sorella Maria e a tutta la famiglia Falcone, stringendoci con rispetto e riconoscenza a un nome che resta patrimonio morale della nostra comunità”.
Il mancato incontro con Fabrizio Miccoli
Più recentemente, la donna aveva accettato di incontrare l’ex calciatore Fabrizio Miccoli, che le aveva chiesto scusa per avere insultato la memoria del fratello, come scoperto tramite una conversazione intercettata dagli inquirenti.

















