Trent’anni dall’omicidio, avvenuto per mano mafiosa, di Giuseppe Di Matteo. Il bambino, rapito nel 1994 da Cosa Nostra, fu ucciso due anni dopo. Domani, 9 gennaio, a San Giuseppe Jato è in programma una celebrazione in sua memoria. Alle ore 15, nel Giardino della Memoria, un pensiero collettivo sarà dedicato al piccolo, morto a soli quattordici anni dopo essere stato tenuto prigioniero per 779 giorni.
Vittima innocente di Cosa Nostra, il ragazzo fu usato come strumento di ricatto e, successivamente, di punizione nei confronti del padre, il collaboratore di giustizia Santino Di Matteo. Alla commemorazione parteciperanno i familiari, le istituzioni e la presidente della Commissione parlamentare nazionale Antimafia Chiara Colosimo.
Un momento dedicato alla memoria di Giuseppe Di Matteo
La commemorazione, organizzata dal sindaco Giuseppe Siviglia, avverrà nel casolare in Contrada Giambascio in cui il quattordicenne trascorse gli ultimi 180 giorni della sua vita, aperto al pubblico per la prima volta nel 2021. Oggi lì sorge il Giardino della Memoria. E a proposito di memoria, Giuseppe era un bambino come tanti, la cui infanzia fu stravolta. Dalle testimonianze emerse nei processi si racconta di un ragazzo che amava stare all’aria aperta, a contatto con gli animali, e giocare a pallone con gli amici.
Una normalità che fu interrotta dalla brutalità di Cosa Nostra, che lo usò per vendicarsi. Giuseppe Di Matteo era infatti figlio di Santino Di Matteo, uomo di fiducia di Totò Riina, coinvolto nell’organizzazione della strage di Capaci del 1992, la cui vittima principale fu il giudice Giovanni Falcone. Quando l’uomo decise di collaborare con la giustizia, divenne a sua volta bersaglio della mafia che, sentendosi tradita, scelse di punirlo privandolo del figlio.
La dinamica del rapimento
Sottratto con l’inganno, con la promessa di andare a trovare il padre, a soli dodici anni Giuseppe fu rapito a Villabate, per volontà dei fratelli Brusca insieme ad altri del clan, e tenuto in condizioni disumane di prigionia. Vittima di privazioni, minacce e violenze psicologiche, perse la vita in modo brutale per mano della mafia. Questa vicenda contribuì a far percepire all’opinione pubblica la spietatezza dell’organizzazione mafiosa, capace di colpire un bambino e strappargli la vita con ferocia. Da allora Giuseppe Di Matteo è diventato il simbolo di tutte le vittime innocenti di mafia.
“Nel ricordo dell’anniversario dell’uccisione di Giuseppe Di Matteo, la comunità di San Giuseppe Jato si raccoglierà in un momento di memoria. Durante la commemorazione ci sarà una riflessione da parte dei rappresentanti istituzionali – ha commentato Siviglia -. Giuseppe non è solo una vittima innocente della violenza mafiosa: è una ferita aperta nella coscienza civile del nostro Paese. Ricordarlo significa rinnovare l’impegno, come istituzioni e come cittadini, a difendere senza esitazioni i valori della legalità, della giustizia e della dignità umana”.




















