Volto intenso, voce inconfondibile, talento mai addomesticato. Attrice capace di accendere lo schermo con una fragilità feroce e una forza fuori dagli schemi, ha costruito una carriera fatta di scelte coraggiose, personaggi scomodi e interpretazioni che non cercano il consenso, ma la verità. In un panorama spesso incline all’uniformità, Giuliana De Sio resta un corpo estraneo e proprio per questo indispensabile.
Protagonista con Filippo Dini che firma anche la regia, l’attrice porta in scena “Il gabbiano” di Anton Čechov. Coprodotto da TSV-Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Torino-Teatro Nazionale, Teatro di Roma-Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Bolzano, Teatro di Napoli-Teatro Nazionale, lo spettacolo sarà ospitato dal Teatro Biondo di Palermo dal 4 all’8 febbraio 2026.
Giuliana De Sio racconta “Il gabbiano”
Ne “Il gabbiano” si affrontano dei temi universalmente scottanti, anche umanamente. “Il conflitto generazionale tra i vecchi e i giovani, e poi le storie d’amore impossibili. Ogni singolo personaggio ha una storia d’amore, ed è una storia d’amore infelice, perché l’amato ama qualcun altro a sua volta. E, in questo girotondo di amori infelici, forse, il più infelice di tutti è l’amore impossibile tra Arkadina – il ruolo che interpreto – e suo figlio. Un disamore che finirà con il suicidio di quest’ultimo, di cui lei si sente fortemente responsabile”, racconta Giuliana De Sio a BE Sicily Mag.
Ci sono persone che non riescono ad arrivare a certe temperature emotive. “Lei è troppo presa dalla propria immagine, dal proprio egocentrismo. E, questo orrore di sé stessa, cerco a tratti di dimostrarlo. È sicuramente una donna con un grado di cultura elevato, però è totalmente fredda dentro: non riesce a perdere il controllo, a lasciarsi andare a un sentimento. Il figlio, invece, è pieno di passione, di sentimento, di voglia di amare e di essere amato. Soprattutto da sua madre”.
Giuliana De Sio interpreta Arkadina, una grande attrice. “Forse, questo, è proprio uno di quei personaggi che, per metterlo in piedi, ho fatto molta fatica. Perché, se mi levano le emozioni, se non posso lavorare sulla parte emotiva, è un dramma. Ho deciso, allora, di raccontare una donna, con grande naturalezza. Magari ci si aspettava qualcosa di artificioso, e invece eccola lì: sul palco, senza sovrastrutture”.

I progetti di Giuliana De Sio
Quale elemento, oggi, fa sentire davvero motivata quando sceglie di iniziare un nuovo progetto professionale? “Essere scelta dalle persone che io stessa sceglierei, poiché eccellenti. Scegliersi reciprocamente è un grande lusso, ancor più in questo momento. Ritengo che, nel mio percorso artistico, sia riuscita a muovermi nell’eccellenza e non abbia semplicemente portato la mia eccellenza in situazioni che magari non erano – come dire – all’altezza delle mie aspettative”.
Giuliana De Sio è una protagonista che ha fatto dell’indipendenza la propria cifra artistica. “Ho trascorso la mia vita cercando di mantenere sempre una certa autonomia. Non sono una di quelle persone con una carriera professionale estremamente rigorosa. Ho fatto anche delle cose che non mi piacevano, perché non volevo stare ferma ma piuttosto lavorare e guadagnare. Talvolta le ho fatte per crescere, per fare esperienza, per curiosità anche”.
Cinquant’anni di carriera il prossimo anno, attraversando un universo di uomini. “Credo che sia stata diretta da due sole registe donne. Poi registi, attori, produttori, tutti maschi. Alla fine, ti ci abitui”. È arrivata ad accettare lo sguardo degli altri? “Non lo percepisco, è l’unico modo per conviverci. Certamente, nella realtà di tutti i giorni, il selfie col tassista di turno o la foto con il proprietario del ristorante, sono dei piccoli inciampi che fanno parte del gioco. Li accetti – tuo malgrado – perché sei stata tu stessa a provocarli”. E quando finiscono gli applausi? “Sono felice, perché finalmente uscirò dal personaggio e potrò camminare sulle mie gambe”.




















