Un pomeriggio per ricordare uno dei delitti più agghiaccianti della Palermo di un decennio fa. È stato presentato sabato al Marina Convention Center, al Molo Trapezoidale di Palermo, l’opera prima di Daniela Carlino, il romanzo Una luce spezzata, edito da Albatros di Roma, un memoriale postumo per ricordare la zia Ninni Giarrusso. La parruccaia è stata barbaramente uccisa il 30 aprile del 2012 nel capoluogo siciliano, mentre si trovava nella sua bottega di via Dante. A distanza di quattordici anni, i contorni dell’omicidio non sono mai stati chiariti né tanto meno individuato un colpevole.
Il libro di Daniela Carlino su Ninni Giarrusso
Visibilmente emozionata, circondata dall’affetto di tanti amici, parenti ma anche appassionati lettori, Daniela Carlino ha presentato così il suo primo libro: “Nasce da un silenzio lungo e doloroso, troppo lungo per restare tale. La morte di mia zia è una ferita che non si è mai rimarginata. Ero molto legata a lei, per me e mia sorella Alessandra è stata come una madre. È per questo che ricordare sembrava impossibile, ma il silenzio mi stava consumando. Questa scrittura è nata come un atto di responsabilità. Parlo di memoria, di chi non c’è più e dell’amore che aveva Ninni per le donne malate oncologiche. In questo senso, il mio libro vuole essere un atto di giustizia riparatoria. Non è una fredda cronaca dei fatti, ma ho voluto ridare dignità alla sua figura e ho raccontato come la nostra famiglia ha affrontato il dopo”.
Daniela Carlino è una pedagogista e attivista contro la violenza di genere. Da anni porta la sua esperienza nelle scuole per promuovere una cultura del rispetto e dell’ascolto. Questo romanzo nasce dal suo impegno nel dare voce alle emozioni, al coraggio e alla rinascita. “Cercare giustizia è già un atto d’amore. La luce della verità, seppur spezzata, può ancora filtrare attraverso la memoria. La mia determinazione vuole essere la voce delle donne che non si arrendono e hanno il coraggio di restare in piedi. Nel libro c’è la giustizia umana del ricordo, che è diversa da quella dei tribunali, delle istituzioni e della Procura che ancora non abbiamo avuto. Spero che possano essere riaperte le indagini per trovare la verità”.

La presentazione
All’evento di presentazione del libro, gremito da una folla di partecipanti, hanno preso parte, oltre all’autrice Daniela Carlino, la magistrata Annamaria Picozzi; Milena Gentile, presidente dell’associazione Emily contro la violenza di genere, che ha messo una panchina rossa di fronte alla bottega della parruccaia; Carmela Amato, presidente dell’associazione Serena, con la Banca solidale della parrucca alla clinica La Maddalena; Clotilde Guarnaccia, di “Insieme Per”, che raccoglie i capelli veri per la realizzazione delle parrucche.
Annamaria Picozzi, intervenuta come amica dell’autrice, ha specificato: “Non mi posso esprimere su quelle indagini, anche se la Procura di Palermo ha sempre rappresentato un’eccellenza, anche all’epoca. Il libro, però, restituisce dignità alla storia di una donna che ha fatto tantissimo per altre donne che hanno trovato in lei anche una confidente”. Per Milena Gentile “questo libro, che è anche un giallo, chiude un cerchio, ora che tra l’altro il negozio ha cambiato gestione e si rischia di perdere la memoria di quel luogo”.
Carmela Amato, presidente dell’associazione Serena, con la Banca solidale della parrucca alla clinica La Maddalena, ha aggiunto: “Ninni l’abbiamo conosciuta personalmente tra gli anni 1985 e 1990. Io sono stata chirurgo oncologo dedicato alla senologia presso l’azienda ospedaliera universitaria Policlinico di Palermo e mi sono dedicata e continuo a dedicarmi proprio a questo tema, il tumore del seno in un ambiente di oncologia. Presso l’ospedale oncologico la Maddalena, nel 2019 abbiamo attivato un luogo di accoglienza”.

La trama
Una luce spezzata è un memoir su uno dei cold case palermitani, che intreccia autobiografia e inchiesta, nato da un dolore privato che diventa battaglia pubblica. La tragedia di Antonietta Giarrusso è avvenuta di giorno, in pieno centro, in una via assiduamente frequentata e piena di attività commerciali. Eppure, nessuno ha visto niente. Nel romanzo, come nella vita, il caso della parruccaia uccisa viene archiviato troppo in fretta, con interrogativi irrisolti e piste ignorate. Dopo due anni, grazie alla sua tenacia e alla promessa fatta alla madre sul letto di morte, la protagonista riesce a ottenere la riapertura delle indagini. Inizia così un viaggio durissimo tra fascicoli giudiziari, esami del DNA, movimenti bancari sospetti e presenze inquietanti legate al passato della zia.























