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lunedì|13 Aprile|2026
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L’Urna del Cristo morto di Serradifalco è stata restaurata

L’opera di grande pregio artistico e storico, realizzata da Francesco Biangardi, è tornata nella chiesa di San Leonardo dopo il restauro a cura di Sicilbanca e Fondazione Sicana

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Una preziosa opera d’arte che rimanda alla tragica vicenda dei carusi, i lavoratori sfruttati nei cunicoli profondi delle miniere di zolfo. È l’Urna del Cristo morto di Serradifalco, paese a circa 20 chilometri da Caltanissetta, restaurata grazie all’intervento di Sicilbanca, che ne ha sostenuto l’integrale spesa di circa 20mila euro, insieme con la Fondazione Sicana, ente non profit di promozione culturale attivo nel territorio compreso tra la provincia nissena e quella di Agrigento. 

Mercoledì 18 febbraio, primo giorno di Quaresima, questo simbolo delle ritualità della Settimana Santa nell’entroterra siciliano è potuto rientrare nella sua sede originaria, la chiesa madre del centro nisseno (oggi di 5.400 abitanti, meno della metà di quelli che contava all’inizio del Novecento prima d’essere svuotato da una massiccia emigrazione) intitolata a San Leonardo, protettore dei minatori e patrono locale. 

La storia dell’Urna del Cristo morto

Il rientro della sacra teca è stato un momento di intensa condivisione che ha riunito persone di generazioni diverse attorno a un bene rappresentativo di memoria identitaria. Realizzata nel 1897 in legno intagliato e rivestito in foglia d’oro, l’Urna del Cristo morto di Serradifalco è impreziosita da raffinati elementi decorativi. Tra questi, un angelo che regge un cartiglio, collocato sulla sua parte superiore. Nel corso del tempo aveva già subito interventi non esattamente rispettosi della sua originaria fattura, l’ultimo dei quali risalente a 40 anni fa.

L’Urna del Cristo morto di Serradifalco è stata restaurata - Be Sicily Mag - urna del cristo morto serradifalco

Si tratta di un’opera di grande pregio artistico e storico: “A realizzarla fu Francesco Biangardi, lo scultore d’origine napoletana che, dopo un periodo trascorso nel centro calabrese di Cittanova, giunse in Sicilia, a Mussomeli da dove diffuse la sua arte in tutta la regione: è lui infatti l’autore delle vare del giovedì santo a Caltanissetta”, spiega Daniela Vullo, soprintendente ai beni culturali della provincia. 

Il suo recupero dell’urna con la sua statua è stato realizzato interamente a Catania, nello studio della restauratrice Giovanna Comes: “Con un lavoro durato quasi un anno abbiamo eliminato in particolare le ridipinture alterate, riportando alla luce i materiali e le cromie originarie dell’urna, tra cui l’oro arancio e le  delicate tonalità avorio” spiega. Il risultato è stato quello di restituire equilibrio formale, coerenza estetica e stabilità strutturale a quest’opera, nel pieno rispetto della sua autenticità storica.

Particolare anche la fattura del Crocifisso: “È infatti realizzato con braccia spostabili, grazie a giunture in pelle di daino, proprio per permettere il suo posizionamento sulla croce il venerdì santo”, illustra l’archeologo Sergio Milazzo, che, per conto dell’associazione locale Maria SS. Addolorata, di cui è segretario, ha gestito in prima persona l’operazione del ritorno dell’Urna del Cristo morto a Serradifalco

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L’Urna del Cristo morto di Serradifalco è stata restaurata - Be Sicily Mag - lUrna del Cristo Morto restaurata con fondi di Sicilbanca AS2

Le miniere di zolfo di Serradifalco

Il ritorno dell’opera alla chiesa di San Leonardo è anche un richiamo alla storia. È proprio nelle adiacenze di Serradifalco che funzionavano infatti tre importanti zolfatare siciliane, quelle di Bosco, Stincone e Apaforte: luoghi in cui fu pesante il tributo, in termini di vite umane, pagato dai minatori serradifalchesi. Stando ai documenti ufficiali, crolli, esplosioni e cedimenti di strutture meccaniche provocarono almeno 220 decessi; ma, come ipotizzano gli storici locali, il numero reale sarebbe di almeno sette volte superiore. “Gran parte degli incidenti sotterranei con esito mortale non venivano neanche presi in considerazione dal clero di quel periodo, che considerava i lavoratori sfruttati nelle viscere della terra come simboli di dissolutezza”, sottolinea Milazzo.  

Il supporto di Sicilbanca

“Il restauro dell’Urna del Cristo morto è stata un’operazione di elevato livello tecnico, per il compimento della quale la comunità di Serradifalco è grata a Sicilbanca”, dice la segretaria della Fondazione Sicana, Cettina Blando. “Con la restituzione di un bene artistico prezioso come questo puntiamo adesso all’attivazione di un circuito culturale e identitario da declinare anche in chiave turistica: Serradifalco merita una giusta attenzione mediatica, a livello regionale e non solo”.

Sulla stessa linea il presidente di Sicilbanca, Giuseppe Di Forti: “Ogni intervento di questo genere rappresenta un investimento nella memoria collettiva e rafforza il legame tra istituzioni e comunità, nel segno della condivisione e della responsabilità. Prima ancora che sul piano economico e finanziario, la mission del nostro istituto di credito, nato come Cassa Rurale e artigiana, è quella di accrescere il valore morale e la cultura della comunità che è chiamato a servire anche attraverso iniziative culturali sul territorio, come questa, insieme con diverse altre”. 

L’Urna del Cristo morto di Serradifalco è stata restaurata - Be Sicily Mag - Il presidente di Siclbanca e Fondazione Sicana Giuseppe Di Forti
Giuseppe Di Forti

Riportata finalmente al suo antico splendore, l’Urna dorata di Serradifalco torna dunque a costituire una delle espressioni più alte della Settimana Santa nel territorio siciliano. 

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