Lungo la via Via Maqueda, tra i dehors dei caffè e dei ristoranti che hanno cambiato il volto di questo asse storico, al civico 301 si staglia l’arco di ingresso della Galleria delle Vittorie, così come recita l’insegna ancora visibile. Pochi sanno che questa galleria, che faceva invidia a quelle di Napoli e Milano, fu inaugurata in pieno periodo fascista il 2 ottobre del 1935, proprio nel tentativo di imitare quelle gallerie presenti in altre città italiane, benché più grandi.

La riapertura
Il primo agosto del 2018 la Galleria ha riaperto al pubblico e all’interno hanno trovato posto alcuni esercizi commerciali. Nonostante la riapertura servirebbero però lavori di restyling, come sulla pavimentazione in evidente degrado.

Le liti sulla proprietà
A spiegare la situazione dell’immobile è Vito Minacapelli, titolare dell’omonima catena di ottiche, che ha alcune proprietà nell’edificio: “Siamo arrivati a questo punto di incuria perché ognuno dei proprietari e affittuari si è tirato indietro – afferma Minacapelli -. Catastalmente, risulta essere un unico plesso con i condomini che la cingono. Di recente è stato costituto un super-condominio che comprende sei condomini, l’obiettivo è quello di concludere le opere di ristrutturazione. Attualmente, all’interno della Galleria, è stata fugata qualsiasi situazione di pericolo, ci sono però tanti punti critici ma, con un po’ di buon senso, si potrebbe valorizzare di nuovo questa la Galleria”.

Tra i residenti, c’è anche chi è andato via e rimpiange il passato glorioso di questo luogo. “Per lungo tempo nella Galleria c’erano le vetrine di Studer, il negozio di giocattoli, e c’erano un sacco di bambini. Lo spazio era utilizzato in un modo che arricchiva tutta la zona e dava notorietà e tranquillità. Fino agli anni Settanta era uno splendore, poi iniziò il degrado e tutt’attorno via Maqueda si riempiva di attività commerciali meno eleganti” spiegano.
Per Rosario Filoramo, segretario provinciale del Pd e residente della zona, “in assenza di un titolo giuridico che riconosca e individua un unico soggetto responsabile per i lavori di manutenzione, potrebbe anche darsi che la concessione sia stata rilasciata in origine con la strada. Ed allora, il Comune di Palermo potrebbe anche essere autorizzato a interventi”.
La Galleria, tra storia e architettura

La data di inaugurazione, il 1935, è impressa sul pavimento. La Galleria è formata da un edificio a 5 elevazioni a base quadrangolare, al centro di ogni faccia dell’edificio è presente un ingresso, l’accesso agli appartamenti dei piani superiori avviene attraverso la galleria centrale.
Sulle facce dei quattro ingressi sono presenti affreschi, di chiara ispirazione fascista e stile futurista, disegnati dal pittore Alfonso Amorelli, le scene mostrano uomini dall’aspetto eroico nell’atto di sottomettere uomini di colore. Infatti la Galleria è dedicata alle vittorie dell’Italia, in particolare alla Prima Guerra Mondiale e alla Guerra d’Etiopia.
La Galleria presenta un soffitto fatto di travi in metallo protette da una copertura in vetro. Ormai in disuso, venne riutilizzata nuovamente per la prima volta, dopo il completo abbandono degli anni Settanta, nell’estate del 2014, come sede del Progetto Hydra, una manifestazione artistica volta a promuovere il lavoro di giovani talenti del campo dell’arte.




















