Una legge pensata per evitare le discriminazioni di genere all’interno della politica, con una sessione di voto palese che ha premiato le donne: l’ARS ha detto sì alla riforma, di cui si discuteva da tempo, per avere almeno il 40% di quote rosa nelle Giunte dei Comuni al di sopra di 3 mila abitanti. Una battaglia che ha unito le esponenti dei partiti dalla destra alla sinistra, nella speranza di un futuro più equo.
L’ARS e la squadra femminile
La proposta trasversale per dare più spazio alle donne nelle Giunte comunali è stata a lungo discussa, muovendosi sul filo del rasoio, nonostante sul tema nel resto del Paese sia già in vigore la legge 56/2014. Il via libera è arrivato alla fine con un compromesso: l’obbligo entrerà in vigore dalle prossime elezioni, così da evitare rimpasti nei Comuni e dare respiro alla classe politica comunale. La notizia è stata accolta con entusiasmo. C’era il timore infatti di ulteriori blocchi. Il voto palese ha premiato invece la battaglia delle parlamentari dell’ARS, che con unità d’intenti sono riuscite a dare un forte segnale alla politica e alla cittadinanza siciliana.
La soddisfazione
In una dichiarazione congiunta, le parlamentari – Bernardette Grasso, Margherita La Rocca, Luisa Lantieri, Elvira Amata, Giusy Savarino, Ersilia Saverino, Valentina Chinnici, Roberta Schillaci, Lidia Adorno, Stefania Campo, Cristina Ciminnisi, José Marano, Nunzia Albano, Serafina Marchetta e Marianna Caronia – hanno espresso la loro soddisfazione.
“È una battaglia vinta dalle donne che potranno partecipare alla vita politica ed amministrativa con ruoli nei governi municipali. Abbiamo spinto molto, come donne parlamentari, al di là degli schieramenti politici, affinché si arrivasse a questo risultato ed oggi l’Ars ha dato il via libera definitivo. È stato anche un tema su cui ci si è confrontati come fosse una questione di civiltà ed unite abbiamo spinto per arrivare al voto odierno. Dispiace che l’applicazione sia rimandata al rinnovo degli organi comunali con l’elezione del sindaco e del consiglio comunale. Ma già con le amministrative di primavere l’obbligo sarà effettivo”, queste le loro parole.


















