Non sono madri coraggio né super eroine, ma semplicemente donne concrete che accompagnano i propri figli con disabilità in un quotidiano fatto di difficoltà, ma anche d’amore. Smettere di essere “invisibili” agli occhi della società è un loro desiderio. Desiderio spinto non dalla volontà di ottenere compassione, bensì di far conoscere le loro realtà, dove l’obiettivo dell’inclusione sociale e l’attuazione piena dei diritti devono fare i conti spesso con barriere tanto culturali quanto strutturali, a cui si aggiungono cavilli burocratici ed una fragilità del sistema. A Trapani questo prende forma nel progetto “Madres”.
Sei storie diverse tra loro al centro del progetto Madres
Catia, Enza, Francesca, Gabriella, Valerie, Ninni e Vitamaria sono le sei madri che, insieme ad una sorella, hanno preso parte all’iniziativa, che mira alla realizzazione e alla diffusione di un cortometraggio sul loro vissuto. L’idea di raccontare queste storie, diverse tra loro ma accomunate da “una forza che fa paura” e da “un amore che è un muscolo allenato dalla fatica”, è di Giacomo Bonagiuso, docente e regista teatrale, nonché Presidente dell’Associazione Teatrale Artistico Culturale Teatro Libero, che insieme all’Associazione Abilmente Uniti, è intestataria del progetto.
“Ho avuto modo – racconta a Be Sicily Mag – di conoscere le storie di vita di queste madri grazie al mio corso teatrale. Mi ha colpito la loro determinazione nel mostrare la realtà senza filtri, squarciando il velo comodo del pietismo, la lacrima facile che ci assolve tutti. Questa loro battaglia silenziosa ma potente contro l’ipocrisia è una materia incandescente per un percorso che dal teatro si sgomitola in un cortometraggio, che alla furia del cuore umano aggiunge la meraviglia dei luoghi belli. Perché la bellezza di anime e luoghi resta il tema di Madres”. La volontà del regista è quella di “sviluppare il cortometraggio non esclusivamente in chiave sociale ma anche in chiave artistica” in modo da non far leva sul tema della disabilità come stigma o come problema ma sulla narrazione di momenti chiave. Dalla nascita all’angoscia del “dopo di noi”, passando per la solitudine quotidiana e i viaggi della speranza.
Riprese al via questo mese in luoghi iconici del trapanese
Le riprese video del cortometraggio, che sarà realizzato anche grazie al patrocinio del Libero Consorzio Comunale, inizieranno nel mese di marzo in luoghi rappresentativi della provincia di Trapani, come il parco archeologico di Selinunte, il Cretto di Burri a Gibellina che è capitale italiana dell’arte contemporanea per il 2026. “In questi scenari incantevoli del territorio sono iniziate le storie delle nostre Madres. Qui sono arrivate le prime diagnosi, qui si lotta affinché i diritti vengano rispettati”, aggiunge Bonagiuso.
In merito al prodotto, precisa Valeria Pellicane, Presidentessa di Abilmente Uniti, “non sarà il solito video sociale per far sentire buoni gli spettatori, ma una rivoluzione sociale che mostra realtà senza filtri. Significa smettere di chiedere spazio e iniziare a prenderselo. I diritti non sono da elemosinare. E questo film è il nostro megafono per urlare che esistiamo, che ciò che chiediamo è equo e che non siamo solo comparse ma pilastri di questa società e dei nostri figli”.


















