Il primo weekend della Formula 2 2026 ci ha mostrato un Gabriele Minì maturo, che entra in scena senza esitazioni. Uno che si prende la pista anche quando tutto sembra remargli contro. A Melbourne il palermitano di Marineo ha vissuto un avvio di stagione pieno di contrasti, tra un venerdì da dominatore e una qualifica da incubo, fino alle due rimonte che hanno rimesso tutto in prospettiva. È il segnale che serviva dopo stagioni complicate, spesso segnate da problemi tecnici più che da limiti personali.
Gabriele Minì il più veloce di tutti nelle libere
All’Albert Park, nelle prove libere, Minì ha fatto quello che sa fare meglio, ossia andare più forte di tutti. Il miglior tempo in 1:29.137, con oltre quattro decimi di margine sul resto del gruppo, ha mostrato tutto il suo potenziale, ma anche il suo passo gara è apparso solido.
Qualifiche: problema tecnico
In qualifica, il colpo di scena. Un problema elettrico sulla MP Motorsport lo ha fermato in pit lane proprio nel momento decisivo. La monoposto che potenza, si spegne, e Minì che resta senza un giro cronometrato. Ventunesimo in griglia per entrambe le gare. Una condanna, sulla carta. Ma Melbourne è un tracciato che sa regalare sorprese, in tutte le categorie.
Sprint Race: quindici sorpassi e un sesto posto che vale oro
Partito penultimo, Minì si è inventato una rimonta feroce, lucida, quasi chirurgica. Tre posizioni al via, altre due nei primi giri, poi un crescendo continuo fino al sesto posto finale. Ha sfiorato il podio, ha gestito le gomme come un veterano, ha mostrato un passo gara da primi tre. E soprattutto ha ritrovato quella leggerezza che gli era mancata: “È stato divertente”, ha detto. E si è visto.
Feature Race: un’altra scalata, altri punti importanti
Domenica stessa storia, stesso copione. Ventunesimo in griglia, ottavo al traguardo. Una gara caotica, due Safety Car, strategie incrociate, penalità che rimescolano tutto. Minì però è rimasto sempre costante e con una guida pulita. Quattro punti che si sommano ai tre della Sprint. Sette totali. Nono in classifica. E soprattutto la sensazione che, senza quel guasto, sarebbe stato tutto un altro weekend.
Il 2026 può essere l’anno della svolta per Gabriele Minì?
Minì arriva da stagioni in cui la velocità non è mai mancata, ma la fortuna sì. Problemi tecnici, incidenti non suoi, strategie sbagliate, un po’ di irruenza quando non necessaria, forse figlia della frustrazione nel vedere che i propri sforzi non lo avevano (ancora) portato dove avrebbe meritato. Melbourne, invece, racconta di un pilota che ha imparato a gestire la gara, a trasformare un disastro in un’occasione. È un segnale forte per MP Motorsport, per l’Alpine Academy e per l’ACI, che su di lui continuano a puntare.
Il ritmo mostrato a Melbourne dice che Minì può stare stabilmente in top‑5. Può lottare con Tsolov, Câmara, Dürksen. Può finalmente avere una stagione lineare, senza montagne russe tecniche. Serve però affidabilità. Serve sicuramente un pizzico di fortuna, che spesso in passato gli è mancata. Ma la base c’è. E la sensazione, questa volta, è che il meglio debba ancora arrivare.
Crisi in Medio Oriente: Bahrain e Jeddah a rischio
Il prossimo round dovrebbe essere in Bahrain, seguito da Jeddah. Ma il condizionale è d’obbligo. Le tensioni in Medio Oriente, gli attacchi nell’area del Golfo e le valutazioni sulla sicurezza stanno spingendo FIA e Liberty Media a considerare rinvii o cancellazioni. Se saltano entrambe, la F2 potrebbe ritrovarsi con una lunga pausa fino a Monaco. Un paradosso, visto che Minì ha bisogno più che mai di continuità. E invece potrebbe dover aspettare mesi prima di poter tornare in pista.















