Dalla fantasia di un agnostico nasce il film “…che Dio perdona a tutti”, scritto e diretto da Pif, all’anagrafe Pierfrancesco Diliberto, tratto dall’omonimo romanzo di successo pubblicato nel 2018 dallo stesso Diliberto, prodotto da Kavac Film e girato interamente a Palermo, Mondello e Carini tra settembre e ottobre 2025. Si tratta della quarta regia di Pif che lo conferma autore brillante.
Una commedia sentimentale che si gioca in un perimetro più ampio: quello della pratica religiosa e della ricerca della fede. Un film leggero, divertente, che emoziona e fa riflettere, ironico e provocatorio, mai derisorio o irriverente. È stato presentato al numeroso pubblico del cinema Ariston di Catania dai due protagonisti: Pif e Giusy Buscemi.
Un percorso pieno di tornanti tortuosi dove bisogna districarsi tra i due grandi pilastri dell’esistenza umana: amore e fede. “…che Dio perdona a tutti” mette a nudo le contraddizioni del cattolicesimo più intransigente e dogmatico e la sua applicazione nel mondo contemporaneo.

La trama del film
Il cinquantenne palermitano Arturo, con la passione irrinunciabile per i dolci siciliani, in particolare quelli con la ricotta, svolge la professione di agente immobiliare. Durante la visita di un immobile conosce Flora, figlia del proprietario della migliore pasticceria della città, fino a conquistarla. Lei molto credente; Arturo le lascia credere lo stesso di lui.
Dopo una serie di comportamenti inopportuni e inadeguati per un cristiano, Flora inizia a dubitare della fede di Arturo, finché decide di lasciarlo. È a quel punto che lui mette tutti di fronte all’ipocrisia di professarsi cristiani. Nel frattempo decide di mettere in pratica il Vangelo alla lettera, ma si troverà solo, senza più una fidanzata, senza amici e senza lavoro. In questo percorso ha al suo fianco come padre spirituale un improbabile alleato immaginario: sua Santità, un affezionato richiamo a Papa Francesco e un omaggio a lui e alla sua accoglienza.
I dietro le quinte e la scelta di Giusy Buscemi
Al pubblico presente in sala, Pif si è rivolto con queste parole: “Sono cattolico, ma non mi sono mai domandato perché lo fossi. Non mi sono mai posto il problema della religione a cui appartengo. Poi ho cominciato a farmi delle domande e sono entrato nel gruppo misto degli agnostici. Da quando non sono più cattolico mi faccio molte più domande. Per il mio film ho scelto Giusy Buscemi perché è siciliana e molto credente”.
Come Giusy Buscemi, anche il personaggio da lei interpretato, Flora, crede in Dio. “È stato bellissimo essere diretta e recitare con Pif – ha detto – lui mette tutto se stesso in ciò che fa e questo amore si vede in ogni frame, rispettando il punto di vista di tutti”.
Riflessioni sulla fede
Da quando Pif non è più cattolico per cultura ha cominciato a vedere il mondo da un’altra prospettiva e con piglio provocatorio si è domandato cosa succederebbe se si cominciasse a praticare la parola del Signore nella vita di tutti i giorni. Ecco, quindi, come il film mette brutalmente in mostra tutte le “conseguenze” di un cattolicesimo praticato allo stato puro.






















