Tra le processioni più lunghe d’Europa e fiore all’occhiello della Settimana Santa siciliana: i Misteri di Trapani sono stati raccontati all’interno di uno dei programmi più apprezzati del mondo Rai, Linea Verde. Tra fede e folklore, i conduttori Peppone Calabrese, Fabio Gallo e Margherita Granbassi hanno esplorato una tradizione secolare della zona Occidentale dell’Isola.
Una tradizione di Pasqua secolare
Nata nel XVII secolo, la tradizione dei Misteri di Trapani è tra le processioni più lunghe d’Europa: 5 km di percorso per 18 gruppi di statue, con due simulacri portanti, ovvero quello del Cristo Morto e della Madonna Addolorata. Proprio per le sue caratteristiche uniche e in virtù del recente accordo tra la Rai e la Regione Siciliana per promuovere l’Isola sull’emittente, questa serie di appuntamenti pasquali ha attirato le telecamere su di sé.
Su Linea Verde, nella puntata andata in onda domenica 12 aprile, è stato esplorato un culto nato dall’influenza spagnola e tramandato da intere generazioni: anche le stesse statue, infatti, sono state costruite intorno al ‘600. La Rai ha dato spazio ad una delle tradizioni più importanti della Sicilia, permettendo agli italiani di scoprirla. È possibile vedere l’intera puntata su Rai Play.
Linea Verde tra “I Misteri” e le altre bellezze di Trapani
All’interno della puntata di Linea Verde dedicata ai Misteri di Trapani, non è mancato lo spazio per le altre bellezze del trapanese. È stato infatti mostrato il Tempio di Segesta del V secolo a.C., situato nel parco archeologico di Calatafimi-Segesta, a pochi passi dal capoluogo di provincia. Costruito intorno al 430-420 a.C., forse per un culto greco o elimio, rimase incompiuto probabilmente a causa della guerra contro Selinunte nel 409 a.C. Ad oggi è ancora uno dei luoghi più affascinanti del trapanese, anche grazie al mistero del suo culto, che tuttora non permette di conoscere la divinità a cui è dedicato.
Spazio anche all’artigianato d’eccellenza, con l’incontro con uno degli ultimi maestri del corallo, simbolo di un’arte antica riconosciuta anche dall’UNESCO, e ai momenti di condivisione come il tradizionale pranzo delle Maestranze, che accompagna la lunga giornata della processione. In questo momento vengono consumate le pietanze tipiche della Settimana Santa trapanese, come il cous cous di pesce.
















