Il 13 aprile alle 13, Lorenzo Jovanotti ha incontrato gli studenti dell’Università di Palermo presso l’Aula Magna Vincenzo Li Donni del Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali e Statistiche, in vista del ritorno in città con i due concerti in programma il 29 e 30 agosto al Velodromo Paolo Borsellino.
Il suono in viaggio. Radici, ricerche e prospettive: questo il titolo dell’incontro che lo ha visto protagonista al fianco del coordinatore Sergio Bonanzinga, etnomusicologo, e di Mimmo Cuticchio, figura simbolo della tradizione dei pupi siciliani e del racconto popolare. Ad aprire la conferenza, i saluti istituzionali del sindaco Roberto Lagalla e del rettore Massimo Midiri.
Jovanotti a Palermo: “Ho ricordi straordinari della Sicilia”
“Sono un fan della vostra Isola, un pezzo d’Italia che ha reagito per primo al mio esordio come personaggio pubblico. La Sicilia accolse subito con entusiasmo il mio percorso. All’inizio qui abbiamo fatto serate, concerti, incontri, e tornavamo continuamente. Ricordo il periodo in cui Franco Battiato e Manlio Sgalambro dirigevano l’Estate Catanese, e io partecipai con un incontro con il pubblico in piazza e con un concerto. Ho ricordi straordinari”, ha raccontato Lorenzo Jovanotti.
“Ho molti amici qui – ha continuato – e sono convinto che l’Unione europea, come idea culturale, sociale e politica, debba guardare al Mediterraneo come al proprio centro solare, come al proprio cuore. L’Europa non può fare a meno dell’energia del Sud e della radice culturale profonda rappresentata dalla Magna Grecia e dal Mediterraneo”.
“Cercate la vostra fatica, quella che amate”
Rivolgendosi agli studenti, Jovanotti ha sottolineato che l’impegno è la chiave della buona riuscita, di tutto. “C’è una parola a cui tengo molto ed è fatica. Una parola magica, soprattutto oggi che stiamo entrando in un’epoca in cui i mezzi tecnologici predispongono il mondo verso un tempo senza fatica. Per me, invece, la fatica è un concetto fondamentale. Senza, non si ottiene niente, nessun risultato”. Poi ha precisato: “Vi consiglio di cercarla, la fatica che amate, non quella imposta a chi, ad esempio, viene sfruttato o lavora in miniera. Io parlo di fatica come gioia, quella che vi scegliete”.
Midiri: “Puntiamo i riflettori su una città troppo a lungo martoriata”
Ad aprire la conferenza, Massimo Midiri, Magnifico Rettore di Unipa: “Stiamo cercando di fare tante cose per e con la città, iniziative parte di un progetto complessivo che cerca di rendere Palermo più inclusiva, anche internazionale. E voi (giovani e studenti ndr) siete la parte centrale di questo programma. L’evento di oggi è un ulteriore tentativo nel puntare i riflettori su una città troppo a lungo martoriata. Bisogna crederci, credere di poter restare, di poter trovare lavoro qui e di poter fare tante cose meravigliose. Voi rappresentate il nostro futuro la volontà di restare a Palermo e di farne una città simbolo grazie di essere qui con noi”.
Lagalla: “Jovanotti unisce le generazioni”
A intervenire, anche il sindaco Roberto Lagalla: “È la seconda occasione in cui ospitiamo Jovanotti in questa università. La prima volta è stata sei anni fa, quando chi vi parla ne era il rettore. Quando in Comune ci hanno comunicato la volontà di realizzare a Palermo questo incontro, io mi sono imposto dicendo che doveva avere luogo qui, all’Università. In primis perché sono legato a questo luogo che ritengo un’istituzione sacra e, soprattutto, perché credo che ciò che vada sempre più ricostruito è il rapporto intergenerazionale – continua – e chi, può farlo più di Jovanotti, che è uno straordinario interprete della possibilità di tenere unite le generazioni le una con le altre?”














