La verità migliore è un film documentario che racconta il disastro aereo di Montagna Longa. Un film fortemente voluto dalla regista Lorenza Indovina, figlia di Franco Indovina, che fu tra le vittime della tragedia. Questa sera verrà presentato al cinema Rouge et Noir di Palermo, alla presenza della stessa autrice che dialogherà con pubblico.
Il docufilm sul Volo Alitalia 112
La regista, con una chiave di lettura intima, ripercorre le fasi chiave dell’accaduto, cercando una nuova possibile risposta. Si ipotizza infatti che, a bordo del Volo Alitalia 112 – che il 5 maggio 1972 si schiantò in fase di atterraggio provocando 115 vittime – ci potesse essere una bomba. Prodotto da Dugong Films con Rai Cinema e grazie al supporto della Sicilia Film Commission, è stato già presentato alla Festa del Cinema di Roma, poi al Thessaloniki Film Festival e selezionato come Miglior Documentario 2026 per i Nastri d’Argento.

Gli appelli e le teorie dei familiari nel tempo
Il docufilm arriva a quasi cinquant’anni dall’archiviazione del caso, dopo numerose richieste da parte dei familiari delle vittime di riapertura delle indagini e ulteriori possibili versioni della storia.
Tra questi, Maria Eleonora Fais, sorella di Angela Fais – anche lei scomparsa nel tragico incidente – che trovò il rapporto del vicecapo della polizia Giuseppe Peri secondo il quale l’aereo fu colpito da proiettili durante un bombardamento. Peri sosteneva che la responsabilità fosse della mafia, in collaborazione con alcuni sovversivi di destra. Nel 2012 inoltre, anche il parente di un’altra vittima richiese alla procura di Catania di riaprire il caso, suggerendo una pista che legava l’accaduto a un’esercitazione NATO. L’ultimo appello dei familiari era arrivato a giugno 2023, quando si sono rivolti direttamente al Capo dello Stato.
“La magistratura – si legge nella nota firmata da Ernesto Valvo, presidente dell’Associazione familiari delle vittime di Montagna Longa – ha recentemente respinto la richiesta di riapertura delle indagini da noi presentata, scaturita dalla meticolosa relazione del professor Rosario Marretta, che ipotizza la presenza di esplosivo a bordo del DC 8 schiantatosi misteriosamente il 5 maggio 1972. Senza contare che mai si è fatta luce sul mancato funzionamento della scatola nera e sulla scomparsa del tracciato radar”.


















