Prenderà il via sabato 11 aprile e si concluderà il 19 dicembre la rassegna “Storie e dialoghi”, ideata per celebrare i quarant’anni del “Centro d’arte Raffaello”, la galleria fondata da Angelo Di Gesaro che dal 2014 vede alla direzione artistica la figlia Sabrina.
A curare la kermesse sarà Tanino Bonifacio, presidente del Consiglio d’Amministrazione dell’Istituzione Gianbecchina, critico e storico dell’arte di riconosciuta autorevolezza a livello nazionale.
L’iniziativa, che ha ottenuto il gratuito patrocinio della Settimana delle Culture del Comune di Palermo, rappresenta un tributo a Salvador Dalì, Mario Schifano, Joan Mirò e Renato Guttuso, quattro grandi artisti del Novecento in dialogo ideale con altrettanti pittori contemporanei: Nicholas Stedman, Dario Schelfi, Navarra e Marco Favata.
Sabrina Di Gesaro e Tanino Bonifacio hanno illustrato il progetto a BE Sicily Mag.
Sabrina Di Gesaro racconta la rassegna
La prestigiosa realtà palermitana dal respiro cosmopolita festeggia una ricorrenza che si configura anche come l’occasione per riaffermare la propria visione e rilanciare un percorso. La galleria è pronta ad accogliere esperti e appassionati. “Il 2026 è un anno molto importante per noi – afferma la gallerista – che da quarant’anni celebriamo l’arte contemporanea: tutto è iniziato nel 1986 su iniziativa di mio padre”.
“Oggi, giunti alla seconda generazione, e forti della collaborazione con Tanino Bonifacio – prosegue – abbiamo pensato di creare una rassegna di appuntamenti speciali, con lo sguardo rivolto al passato e al contempo aperto sul futuro, intrecciando un dialogo tra quattro artisti storicizzati e quattro contemporanei e un omaggio al grande maestro siciliano Gianbecchina, in programma nella Chiesa dei Santi Crispino e Crispiniano a Casa Professa”. Tutti gli altri eventi, invece, si terranno nella sede espositiva di via Emanuele Notarbartolo 9/E, attiva da otto anni, la seconda dopo quella “storica” che sorge in via Resuttana 414.
“L’incontro e la collaborazione con Tanino Bonifacio – aggiunge la dottoressa Sabrina Di Gesaro – nascono da una profonda condivisione di intenti. Siamo felici di avere lavorato negli anni per compiere questo percorso che oggi ci porta ad affiancare artisti storicizzati ad artisti contemporanei con il loro nuovo linguaggio, in un dialogo che si intreccia. Abbiamo voluto raccontare alcuni grandi del Novecento – conclude – rapportandoli idealmente ai linguaggi visivi dei contemporanei”.


Il commento del curatore Tanino Bonifacio
Storico e critico d’arte, Tanino Bonifacio, allievo di Maurizio Calvesi all’Università di Roma “La Sapienza”, è curatore di mostre di arte contemporanea, docente e divulgatore dell’arte, ideatore di rassegne culturali tra le quali il “Premio Letterario Internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa – Identità e Differenze”. Oltre ai suoi incarichi istituzionali nel campo della cultura e dell’arte, ha pubblicato saggi critici e storici, contribuendo alla promozione e alla valorizzazione dell’arte contemporanea italiana. Nei mesi scorsi ha preso il via la sua collaborazione con il “Centro d’arte Raffaello”.
“Non si tratta solo di un momento celebrativo – precisa – ma anche della riflessione su un percorso narrativo: quarant’anni di sguardi e di ascolto dei linguaggi dell’arte che hanno fatto della galleria un organismo culturale solido e un laboratorio dinamico, affermandolo come presidio fondamentale nel panorama del sistema espositivo nazionale. Non è una semplice galleria – osserva – ma una realtà diventata nel tempo un luogo di confronto culturale ed artistico che ha raccontato le declinazioni poetiche del Cubismo, del Surrealismo, del Neorealismo, dell’Informale, della Pop Art e le opere dei più importanti maestri dell’arte italiana ed internazionale del Novecento come Giorgio De Chirico,Salvador Dalí, Renato Guttuso,Pablo Picasso, Joan Miró, Fernando Botero, Andy Warhol e Mario Schifano”.
“Abbiamo voluto mettere in una ideale comunicazione – spiega il critico d’arte in merito alla rassegna – i grandi maestri con i giovani artisti che utilizzano il nuovo linguaggio del contemporaneo. Dopo Salvador Dalí e Nicholas Stedman ci sarà un omaggio speciale a Gianbecchina, grande protagonista dell’arte siciliana, cantore della luce e della bellezza della nostra isola; si proseguirà quindi con le coppie Mario Schifano e Dario Schelfi, poi Joan Miró e Navarra, infine Renato Guttuso e Marco Favata”.



Tanino Bonifacio spiega come la scelta dei maestri storicizzati e dei talenti di nuova generazione sia stata concepita proprio per dare vita a una sorta di dialogo linguistico: “Ho immaginato una rassegna che raccontasse i transiti linguistici del contemporaneo, partendo dai grandi maestri per arrivare ai giovani artisti e al loro linguaggio sperimentale: le mostre offriranno al pubblico dialoghi tra le poetiche artistiche passate e le visioni iconologiche future. Le opere in mostra – puntualizza – sono presenti nel grande patrimonio della galleria: la rassegna così diventa una promessa di futuro che fiorisce per una nuova primavera dell’arte”.
Il programma
Il calendario sarà ricco di appuntamenti imperdibili.
Si inizia l’11 aprile con l’apertura della mostra che vede in coppia Salvador Dalí e Nicholas Stedman, fruibile fino al 2 maggio.

Dal 9 al 30 maggio sarà il momento della personale – omaggio a Gianbecchina; dal 5 al 23 giugno le opere di Mario Schifano faranno da contraltare a quelle di Dario Schelfi.
Dal 24 ottobre al 14 novembre spazio a Joan Miró e Navarra.
Infine, l’ultimo appuntamento è in programma dal 21 novembre al 19 dicembre: protagoniste, l’arte di Renato Guttuso e la contemporaneità del lavoro di Marco Favata.
Le cinque mostre saranno aperte al pubblico a ingresso libero negli orari della galleria: dal martedì al sabato dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:30 e il lunedì dalle 16:00 alle 19:30. Il “Centro d’arte Raffaello” rimane chiuso il lunedì mattina, la domenica e nei giorni festivi.
Successivamente, sarà anche realizzato un catalogo della rassegna, in distribuzione presso le sedi della galleria e online.


La storia del “Centro d’arte Raffaello”
Il “Centro d’arte Raffaello” nasce nel 1986 dall’idea di Angelo Di Gesaro che, con grande spirito organizzativo, ha saputo intercettare in modo critico la vivacità artistica delle maggiori correnti del Novecento.
Negli spazi espositivi di via Resuttana 414 di Palermo si sono avvicendate opere che spaziano dal cubismo di Carlo Carrà al surrealismo di Joan Miró e Salvador Dalí, fino al neorealismo di Renato Guttuso e alla metafisica di Giorgio De Chirico, passando per la Pop Art di Andy Warhol e ancora Fernando Botero, Mario Sironi, Filippo De Pisis, Ennio Morlotti e molti altri contemporanei come Navarra, Mario Schifano e Athos Faccincani.
Inoltre, un’attenzione particolare è stata rivolta al panorama artistico siciliano con le sue caratteristiche specifiche e i suoi tratti originali espressi da grandi autori quali Croce Taravella, Totò Bonanno, Bruno Caruso, Salvatore Fiume, Gianbecchina, Piero Guccione, Emilio Greco, Renzo Meschis e Vincenzo Vinciguerra, oltre naturalmente al già citato Renato Guttuso.

L’intraprendenza e la passione per l’arte hanno fatto sì che nel tempo la galleria si dıstinguesse per una serie di iniziative, mostre ed eventi che hanno contribuito ad annoverare Palermo tra le città d’arte più influenti, esponendo opere di importanti pittori di levatura internazionale: basti citare l’allestimento di un’intera rassegna dedicata a Pablo Picasso nel 2001.
Nel marzo del 2000 il “Centro d’arte Raffaello” è stato la prima galleria privata ad allestire una mostra dedicata interamente a Joan Mirò divulgando le opere a un pubblico vasto.
Il 19 ottobre del 2018, con la direzione di Sabrina Di Gesaro, il “Centro d’arte Raffaello” si è sdoppiato con una nuova sede, in via Emanuele Notarbartolo 9/e, sempre a Palermo, non a caso nell’anno in cui il capoluogo siciliano è stato città Capitale della Cultura, continuando la propria attività ed evolvendosi con l’intento di contribuire alla crescita del territorio e curando lo sviluppo professionale dei nuovi talenti nel panorama cittadino, regionale, nazionale e anche oltre i confini italiani.













