Il 19 aprile si celebra la Giornata Mondiale della Biodanza, in concomitanza con la nascita del suo creatore Rolando Toro Araneda, psicologo cileno. La biodanza è un sistema di crescita personale e integrazione umana, che utilizza musica, movimento naturale ed esercizi di gruppo (vivencia) per migliorare il benessere psicofisico e l’affettività.
Nata in Cile, si è diffusa nel tempo in numerosi Paesi del mondo, diventando un percorso più che noto nell’ambito della crescita personale e delle attività orientate al benessere. Tra questi anche l’Italia e, in particolare, la Sicilia, dove esiste una realtà che promuove questa attività.
Le origini della Biodanza
Erano i primi anni ’60 quando Toro Araneda ideò questa nuova pratica, durante il suo lavoro presso l’Ospedale Psichiatrico dell’Università di Santiago del Cile. Nel 1965, iniziò a sperimentare l’utilizzo della danza con i suoi pazienti, osservando gli effetti del movimento associato alla musica e alla dimensione relazionale.
Successivamente lo psicologo e studioso cileno estese la ricerca anche a gruppi di persone sane, strutturando nel 1966 un modello teorico e una metodologia fondata sul rapporto tra musica, movimento ed emozione. Negli anni seguenti approfondì studi sulla semantica musicale, sugli stati di coscienza e sui meccanismi biologici, fisiologici e psicologici collegati alla pratica.
È nel 1970, a cinque anni dalla sua intuizione, che gli venne affidata la prima cattedra di Psicodanza – poi sostituita dal termine Biodanza – presso la Pontificia Università Cattolica del Cile.
Su cosa si basa la Biodanza: la Vivencia
Secondo i sostenitori, la Biodanza è un sistema di integrazione umana, rinnovamento organico, rieducazione affettiva e recupero delle funzioni originarie della vita. Il concetto centrale è la vivencia, cioè l’esperienza intensa del qui e ora vissuta attraverso il corpo, il movimento e la relazione con gli altri. La pratica non propone modelli rigidi di comportamento né schemi tecnici di danza prestabiliti. Ogni partecipante è invitato a esprimersi liberamente all’interno di un gruppo considerato spazio protetto e relazionale.
La Biodanza si pratica esclusivamente in gruppo, al chiuso o all’aperto, generalmente a piedi nudi e con abbigliamento comodo. Le sessioni sono guidate da insegnanti formati e prevedono una sequenza di esercizi accompagnati da musiche selezionate. Gli esercizi possono essere individuali, in coppia, in piccoli gruppi o collettivi. In alcuni casi si utilizzano anche il canto o il silenzio come strumenti espressivi.
Nel corso degli anni alcune ricerche hanno ipotizzato possibili benefici della Biodanza in termini di benessere psicologico, riduzione dello stress, regolazione emotiva e maggiore percezione di autoefficacia. Tuttavia, una parte della comunità scientifica evidenzia che gli studi disponibili sono ancora limitati e non sufficienti, allo stato attuale, per trarre conclusioni definitive.
La scuola di Biodanza della Sicilia
Dal dicembre 2016 le tredici Scuole di Biodanza SRT (Sistema Rolando Toro Araneda) italiane hanno dato vita all’Atto costitutivo della “Rete delle Scuole IBF Italia”, unendosi. La scuola di Biodanza della Sicila è stata affidata alla direzione di Maria Di Stefano e a Patrizia Barassi, facilitatrici di Biodanza dal 2003 e Didatte dal 2006.
Ai microfoni di BE Sicily Mag è intervenuta proprio la facilitatrice Maria Di Stefano: “Fin dall’inizio uno degli obiettivi principali della nostra scuola è stato quello di portare la Biodanza anche nelle istituzioni, promuovendo percorsi nelle scuole, tra il personale medico e infermieristico degli ospedali, con donne operate al seno e con persone affette da Parkinson. Oggi questa disciplina si conferma una risposta concreta e di forte impatto al disagio sociale che attraversa tutte le fasce della popolazione, in un tempo segnato dal progresso tecnologico, dall’individualismo crescente e da una solitudine sempre più diffusa. Si parla continuamente di connessioni e di follower, ma spesso si vive una realtà frammentata e distante dalle relazioni autentiche”.
Un percorso che unisce musica e cura: “Attraverso la musica, il movimento ricco di significato e l’incontro umano, la Biodanza crea emozioni condivise che favoriscono legami veri e aiutano le persone a ritrovare sé stesse, sviluppando vitalità, creatività, affettività, piacere di vivere e senso di appartenenza. La formazione dura circa tre anni e mezzo e si avvale della presenza di didatti provenienti da tutto il mondo, scelti per la loro preparazione e per la capacità di trasmettere, oltre alle conoscenze, anche i valori del maestro Rolando Toro Araneda“, conclude.


















