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Il fotografo Mark Lyon arriva a Palermo con la mostra “Aorta”

Al Centro Internazionale di Fotografia la prima mostra italiana del fotografo americano: oltre cinquant’anni di immagini tra New York, Francia e Sicilia

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Sarà inaugurata sabato 16 maggio alle 18 al Centro Internazionale di Fotografia di Palermo, la mostra retrospettiva “Aorta”, dedicata al fotografo americano Mark Lyon. L’esposizione, visitabile fino al 12 giugno, rappresenta il debutto italiano dell’artista californiano che da oltre venticinque anni vive e lavora in Francia e che, nel corso della sua carriera, ha attraversato linguaggi, territori e generazioni attraverso la fotografia.

Curata dallo stesso Lyon insieme a Ugo Casubolo Ferro e accompagnata da un testo di Carla Floccari, la mostra è sostenuta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo e dall’Institut français Palermo.

Il fotografo Mark Lyon arriva a Palermo con la mostra “Aorta” - Be Sicily Mag - Karim Casa della Fanciulla Santa Ninfa 2013 foto©Mark Lyon
Karim, Casa della Fanciulla, Santa Ninfa, 2013 foto©Mark Lyon

La Sicilia e il progetto “Casa della fanciulla”

Cuore dell’esposizione è una delle serie più recenti e intense di Mark Lyon: i ritratti realizzati alla Casa della fanciulla di Santa Ninfa tra il 2013 e il 2025. Un lavoro nato quasi per caso grazie all’incontro con Paolo Martino, vicino di casa del fotografo a New York e figlio del fondatore della struttura.

La serie si sviluppa come un dialogo tra passato e presente. Nel 2013 Lyon fotografa alcuni bambini davanti a un fondale neutro, quasi simbolo di un’infanzia ancora tutta da scrivere. Dodici anni dopo torna a incontrarli: quei bambini sono diventati adolescenti e scelgono personalmente i luoghi in cui essere ritratti. La fotografia si trasforma così in uno spazio di continuità, memoria e cambiamento, capace di raccontare la costruzione dell’identità attraverso il tempo.

Presentati in dittici di medio formato, questi ritratti diventano il centro emotivo della mostra e restituiscono uno sguardo delicato sulla crescita, sulle trasformazioni e sul legame con il territorio siciliano.

Il fotografo Mark Lyon arriva a Palermo con la mostra “Aorta” - Be Sicily Mag - Karim Casa della Fanciulla SANTA NINFA 2025 foto ©Mark Lyon
Karim, Casa della Fanciulla_SANTA NINFA, 2025 foto ©Mark Lyon

Quarant’anni di immagini tra America ed Europa

Aorta” raccoglie oltre cinquanta fotografie realizzate nell’arco di quattro decenni tra Francia, Stati Uniti e Italia. Accanto al progetto siciliano trovano spazio gli scatti della New York degli anni Novanta, dove Lyon ritrae figure centrali del mondo della fotografia e del cinema come Bob Richardson, Richard Prince, William Eggleston e Franco Rossellini.

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Tra le immagini più particolari compaiono anche i ritratti dei gemelli incontrati al Twins Days Festival di Twinsburg, dove Lyon esplora il tema del doppio e della somiglianza. I soggetti, spesso fotografati in grande formato, abitano uno spazio sospeso tra contemporaneità e memoria, tra documento e racconto intimo.

La fotografia come incontro

Nel lavoro di Mark Lyon convivono ritratto, architettura, paesaggio e ricerca visiva. La sua fotografia non si limita alla rappresentazione, ma cerca un contatto umano diretto. Dall’energia di un concerto al Bataclan fino all’eleganza quasi impacciata di un cigno, ogni immagine sembra trattenere un frammento di presente.

Lyon costruisce così una narrazione fotografica in cui l’identità appare come qualcosa di mobile e stratificato. Anche quando i soggetti sembrano sdoppiarsi, come nei ritratti dei gemelli, emerge sempre una dimensione profondamente personale e autentica.

Il fotografo Mark Lyon arriva a Palermo con la mostra “Aorta” - Be Sicily Mag - Winston William Eggleston NYC 1992 foto© Mark Lyon
Winston & William Eggleston, NYC, 1992 foto© Mark Lyon

Chi è Mark Lyon

Nato a La Jolla nel 1952, Mark Lyon scopre la fotografia da adolescente in Francia grazie alla Rolleiflex del padre. Dopo gli studi di letteratura e fotografia a Bennington e un master a Yale, insegna fotografia alla Columbia University e all’ENSAPC. Formatosi accanto a Richard Avedon, nel corso della sua carriera ha alternato ricerca artistica e lavori editoriali, sviluppando una produzione internazionale che comprende numerose serie e monografie.

Tra i progetti più importanti figurano “PURE”, dedicato all’adolescenza di una ragazza newyorkese, “Fantasma de Carne”, nato in Ecuador, e “FREE CONTACTS”, lavoro documentario sui migranti in esilio in Italia sostenuto dal CNAP francese. Oggi le sue opere fanno parte delle collezioni permanenti di importanti istituzioni europee, dal FRAC Nouvelle-Aquitaine al Musée d’Art Moderne de Paris.

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