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Studio Omphalos: dove la memoria si rigenera e il paesaggio prende voce

Tra i protagonisti di BE ARCH., lo studio Omphalos tra Enna e Messina reinterpreta memoria e paesaggio con progetti che uniscono sostenibilità, ricerca e dialogo con il territorio

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Dall’identità generativa alla capacità di reinterpretare luoghi e funzioni. Lo studio Omphalos, attraverso l’apporto complementare del team, progetta architetture che uniscono ricerca rigorosa, sostenibilità, dialogo con il territorio e progettazione integrata.

Omphalos: spazi che ascoltano e costruiscono dialoghi

Il nome, ispirato all’Omphalos di Delfi, evoca il concetto di centro generativo, simbolo della centralità del progetto nella genesi di tutte le opere legate all’abitare, agli spazi pubblici, alla pianificazione urbana, al restauro e al paesaggio. Lo studio nasce dall’iniziativa di un gruppo di professionisti – Andrea Caporali, Roberta Andaloro, Maurizio Campo, Adriano Furma e Gianluca Ferraro – ed è in evoluzione dal 2009. Il team presente nelle pagine di BE ARCH. di dicembre 2025, composto da Andrea Caporali, Roberta Andaloro e Adriano Furma, ha una formazione eterogenea che affonda le sue radici negli atenei di Palermo, Catania ed Enna.

Tra i primi fondatori, l’architetto Andrea Caporali, incentra la propria ricerca sulle tematiche relative al rapporto tra architettura e spazi urbani. Tra i principali interventi si ricordano il progetto della sala ricevimenti Moon Flower, segnalata per la Medaglia d’Oro all’Archiettura italiana della Triennale di Milano, e la rigenerazione urbana delle aree adiacenti il Castello di Lombardia a Enna. Nel 2010 nasce la collaborazione con l’agronomo e architetto Roberta Andaloro che, dal 2003, si occupa della progettazione di giardini e paesaggio. Da questo incontro, lo studio Omphalos inizia ad occuparsi anche di spazi verdi e residenze private in Italia e all’estero, tra Senegal e Francia.

Durante il percorso accademico, Adriano Furma inizia a collaborare con Omphalos e nel 2019 diventa socio. “Il nostro approccio parte sempre dall’ascolto. La metodologia di lavoro si fonda infatti su una forte contestualizzazione: l’architettura nasce dal sito e dalle sue peculiarità e dopo la fase di ascolto si definiscono pianificazione e sviluppo operativo”. Uno studio associato deve funzionare attraverso una filiera organizzata. Omphalos, avvalendosi di più professionalità, gestisce il lavoro caso per caso, individuando di volta in volta il capogruppo e le competenze specifiche.

Qui si respira un’atmosfera ancorata ai tre principi vitruviani: firmitas (solidità), utilitas (utilità) e venustas (bellezza). “La fase realizzativa è per noi altrettanto fondamentale di quella progettuale. La presenza in cantiere, la direzione lavori e la progettazione degli arredi su misura rappresentano un impegno centrale, così come affiancare il cliente in ogni decisione”. I materiali privilegiati sono naturali, capaci di conferire concretezza e durabilità senza rinunciare alle tecnologie più avanzate in tema di sostenibilità ed efficientamento energetico.

Moon Flower: un progetto che reinventa spazi e atmosfere

Negli anni ’80 Moon Flower nasceva come sala ricevimenti scenografica. Mutate esigenze e funzioni, nel 2010 è iniziato il percorso di rigenerazione che ha trasformato il giardino perimetrale in un sistema paesaggistico dinamico, con nuove alberature e una piscina con cascata integrata, realizzata da Idrotec Proget, dal forte impatto scenico. Dal 2012, l’edificio è stato ripensato per garantire flessibilità: le due sale possono essere indipendenti o unirsi per oltre 350 ospiti. Un nuovo ingresso custodisce un giardino segreto, mentre una pensilina protegge l’area buffet. Iconica la scala sospesa sopra una vasca d’acqua, reinterpretazione contemporanea di un elemento storico. Gli interni, realizzati artigianalmente da La Giusa Mobili, includono un bar bifacciale e lampadari ad hoc, ispirati a un prototipo utilizzato nel Museo del ’900 a Milano.

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Dimora delle Balze: tra memoria e natura mediterranea

Immersa tra ulivi secolari nella Valle Iblea, la Dimora delle Balze è un complesso del 1886, rigenerato con un progetto che intreccia architettura, natura e memoria. Dopo decenni di abbandono, dal 2017 è al centro di un recupero paesaggistico attento alla morfologia e alla vegetazione esistente. Giardini mediterranei, l’approccio naturalistico e il recupero del giardino roccioso restituiscono coerenza e identità agli spazi. La piscina a sfioro, realizzata da Idrotec Proget, fulcro dell’area eventi, completa il sistema mentre nuove essenze e piattaforme in legno conducono a un affaccio sulla vallata. Nel 2021 è stato progettato lo spazio esterno della spa, con un bosco di ciliegi da fiore e vegetazione mediterranea. Oggi la Dimora è un paesaggio abitato, dove il tempo non si domina, ma si osserva e si custodisce.

Shore Restaurant & Lounge: l’anima di un edificio ritrovato

Affacciato sul lungomare di Milazzo, a pochi passi dal molo per le Eolie, Shore Restaurant & Lounge nasce dalla rigenerazione di un edificio della prima metà del ’900, già deposito nautico e officina. Il progetto ne conserva l’identità originaria reinterpretandola in chiave contemporanea. La grande sala centrale, un tempo spazio vuoto, è oggi il cuore pulsante, con due soppalchi che offrono una visuale ottimale sul palco per esibizioni jazz e musica leggera. Una parete filtro in doghe di legno cela il percorso di servizio. Fulcro dell’intervento è la scala in acciaio che collega i livelli e unifica le due ali dell’edificio. La palette materica richiama la doppia anima industriale e nautica dello stabile.

Arredi su misura e commercializzazione: La Giusa Mobili Piscine: Idrotec Proget Fotografie di: Alfio Garozzo

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