Elena Sabbatini
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Sono nata a Bologna, ma da 12 anni la Sicilia è la mia casa. Amo viaggiare, scoprire nuove storie e raccontarle attraverso la scrittura.

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Alex Zanardi, l’ultima lezione arriva fino in Sicilia: quel testimone portato da Messina a Catania

La morte di Alex Zanardi riaccende il ricordo di Obiettivo Tricolore 2021, la staffetta paralimpica che attraversò l’Italia e si concluse in Sicilia, da Messina a Catania.

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La morte di Alex Zanardi chiude una delle storie più potenti dello sport italiano, ma non interrompe il viaggio che lui aveva iniziato. Ex pilota, campione paralimpico, simbolo di rinascita dopo l’incidente del 2001, Zanardi è stato per anni molto più di un atleta: una presenza capace di cambiare il modo in cui il Paese guardava alla disabilità, alla fatica, al corpo ferito e alla possibilità di ricominciare. La famiglia ha annunciato la sua scomparsa, avvenuta nella serata del 1 maggio 2026, ricordando che Alex si è spento circondato dall’affetto dei suoi cari.

Il suo legame con la Sicilia non è un legame di nascita. Non passa da un’origine familiare, da una casa, da una biografia isolana. Passa invece da qualcosa che, forse, racconta ancora meglio la sua eredità: un testimone. Quello di Obiettivo Tricolore 2021, la grande staffetta paralimpica ideata da Zanardi e portata avanti da Obiettivo3, arrivata fino a Catania dopo aver attraversato l’Italia da nord a sud.

La staffetta che attraversò l’Italia e arrivò sotto l’Etna

Nel luglio 2021, Obiettivo Tricolore tornò sulle strade italiane con una seconda edizione carica di significato. Il progetto prevedeva un viaggio dal 4 al 25 luglio, con 54 tappe, 18 regioni attraversate e 67 atleti paralimpici coinvolti, impegnati in handbike, bicicletta e carrozzina olimpica. Il percorso partiva dall’Alto Adige e guardava alla Sicilia come punto d’arrivo, in una geografia sportiva che diventava anche racconto civile.

La staffetta aveva tre partenze diverse, poi riunite a Bologna, città natale di Zanardi. Da lì il “serpentone” tricolore sarebbe sceso lungo lo Stivale fino a sbarcare in Sicilia, con destinazione finale Catania. Non era solo una manifestazione sportiva: era un modo per dire che lo sport paralimpico non appartiene a una nicchia, non resta chiuso dentro le competizioni, ma attraversa le città, entra nelle piazze, incontra le persone.

Il 25 luglio 2021, il testimone finale arrivò da Messina a Catania, in Piazza Università, accompagnato dalla ciclista catanese Francesca Caruso e da altri ciclisti. La Federazione Ciclistica Italiana raccontò quella conclusione come il compimento di tre settimane di viaggio “a spinta di gambe, braccia e cuore”, lungo salite, caldo e imprevisti.

Francesca Caruso, la Sicilia dentro Obiettivo3

In quella tappa finale, la Sicilia non fu solo scenario. Fu protagonista. Francesca Caruso, atleta siciliana di Catania, era ed è uno dei volti più significativi del legame tra Obiettivo3 e l’Isola. La sua storia racconta bene il senso del progetto: una vita attraversata dallo sport, dalla canoa al dragonboat, dalle moto alla bici, fino all’incontro con Obiettivo3 nel 2019 e all’ingresso in squadra l’anno successivo, quando diventa un punto di riferimento per la Sicilia.

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Il suo arrivo in Piazza Università non fu quindi solo una frazione conclusiva. Fu un’immagine potente: una donna siciliana che porta fino al traguardo il testimone di un progetto nato dalla visione di Zanardi. Messina e Catania, lo Stretto e l’Etna, il mare e la città: la Sicilia diventava l’ultimo tratto di un’Italia che non si arrendeva, cucita insieme dallo sport e dalla volontà di esserci.

Un’eredità che non resta ferma

Nel ricordo pubblico di Alex Zanardi torna spesso una parola: resilienza. Ma nel suo caso rischia quasi di essere troppo piccola, troppo usata, troppo semplice. La sua storia non è stata soltanto quella di un uomo che ha resistito. È stata quella di un atleta che ha trasformato una frattura personale in un linguaggio collettivo.

Dopo l’incidente del 2001, Zanardi non si è limitato a tornare allo sport. Ha cambiato disciplina, immaginario, prospettiva. È diventato uno degli atleti paralimpici italiani più vincenti, con ori e argenti ai Giochi di Londra 2012 e Rio 2016, ma soprattutto ha contribuito a rendere più visibile un mondo che troppo spesso veniva raccontato solo con parole di compassione.

Obiettivo Tricolore, in questo senso, è forse una delle immagini più fedeli della sua eredità. Non una celebrazione individuale, ma una staffetta. Non un podio, ma una strada. Non un traguardo solitario, ma un passaggio di mano in mano. Nel messaggio di cordoglio, il presidente Sergio Mattarella ha ricordato Zanardi come un punto di riferimento non solo per lo sport, ma anche oltre lo sport, per il coraggio e la capacità di trasmettere entusiasmo.

Quel testimone arrivato in Sicilia

Per questo, nel giorno della sua morte, la Sicilia può ricordare Alex Zanardi partendo da quella domenica di luglio del 2021. Da un testimone arrivato da Messina a Catania. Da Piazza Università. Da Francesca Caruso. Dagli atleti che hanno attraversato l’Italia “a spinta di gambe, braccia e cuore”. Da chi, come Ivan Territo, ha trovato in lui una porta aperta verso un’altra possibilità.

Zanardi non appartiene alla Sicilia per nascita, ma un pezzo della sua visione è passato da qui. Ha attraversato lo Stretto, ha toccato Catania, ha parlato a Palermo, ha ispirato storie siciliane. Ed è forse questo il senso più profondo di una staffetta: chi la inventa non corre mai da solo. Lascia qualcosa nelle mani degli altri, perché il viaggio possa continuare.

Foto copertina: Di Roberto Serratore, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=101316869

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