Certe vittorie non arrivano per caso. Arrivano quando talento, carattere e maturità si incontrano nel giorno giusto. E, forse, arrivano anche nel momento in cui toccano altre storie.
A Miami, in un weekend segnato dalla pioggia, dalle Safety Car e da una gara pazza, che ha fatto fuori altri pretendenti, Gabriele Minì ha conquistato la sua prima vittoria in Formula 2, trasformando il caos in un capolavoro di lucidità. Un successo che vale molto più dei 25 punti che in classifica lo proiettano a 34 punti, come Camara, dietro di un solo punto da Tsolov.
Il fine settimana del pilota di Marineo era iniziato con un ottimo quinto posto in qualifica. Nella Sprint Race, poi, Minì ha agito in modo lungimirante, portando a casa punti preziosi col suo settimo posto al traguardo e mostrando un passo gara convincente e una capacità di lettura sempre più matura.
Miami Feature Race: gara pazza e prima vittoria
Nella gara lunga della domenica di Miami, invece, pista bagnata, visibilità ridotta, quattro Safety Car, strategie ribaltate più volte. In mezzo a questo caos, era facile sbagliare. Minì non ha sbagliato nulla. Ha mantenuto la calma nelle ripartenze, ha scelto il momento giusto per attaccare, sfruttando ogni spiraglio. E quando davanti a lui Beganovic e Camara hanno iniziato a lottare, Gabriele ha visto la ghiotta occasione e non se l’è lasciata sfuggire. Ha quasi sorpreso Beganovic al penultimo giro, riuscendo a mantenere poi la posizione, passando sotto la bandiera a scacchi da vincitore.
“È stata una gara intensa che si è risolta solamente all’ultimo. Non avevamo mai corso sul bagnato – ha sottolineato il pilota della MP Motorsport, che arriverà all’appuntamento del 22-24 maggio a Montreal a un solo punto dalla vetta della classifica – La cosa più difficile è stata non commettere errori. Sono riuscito a mantenere alta la concentrazione nell’arco di tutta la corsa. Ho sfruttato ogni occasione per poter recuperare terreno e puntare alla vittoria. È una vittoria molto importante per me, che dedico ad Alex Zanardi”, ci ha tenuto a precisare il pilota dell’Alpine Academy, che via radio col suo muretto aveva subito nominato tra la gioia e le lacrime l’ex pilota bolognese, scomparso nel giorno del trentaduesimo anniversario della morte di Ayrton Senna.
Minì e Antonelli nel segno di Alex Zanardi
Il trionfo di Minì è arrivato in un fine settimana in cui anche Andrea Kimi Antonelli ha conquistato un’altra pesante vittoria in Formula 1 con la Mercedes, allungando sui diretti inseguitori al titolo iridato.
Non a caso, anche il diciannovenne bolognese ha dedicato il suo successo ad Alex Zanardi. Un uomo che ha superato ogni limite, che ha trasformato il dolore in forza, che ha insegnato cosa significa rialzarsi sempre.
Alex Zanardi non è stato solo un campione. È stato un uomo che ha saputo ricominciare quando chiunque altro si sarebbe fermato. Un uomo che sapeva trasformare la fragilità in forza attraverso lo scudo dell’autoironia. Sprizzava gioia di vivere con quel suo sguardo pulito. E riusciva a contagiare tutti coloro che avevano la fortuna di stargli accanto, anche se non l’avevano mai visto correre in auto o sulla sua handbike.
E in un weekend di vittorie italiane, il suo nome torna come un filo rosso che unisce tutto, dal coraggio di provarci, alla capacità di restare lucidi in mezzo caos, alla voglia di andare avanti anche quando sembra impossibile.




















