Alessia Anselmo
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Giornalista sportiva dal 2013, professionista dal 2023. Ama raccontare i personaggi e le storie che stanno dietro al risultato agonistico. Laureata in lingue moderne e specializzata in giornalismo, tra le sue passioni ci sono i viaggi, la lettura e le serie tv. È incuriosita dalle nuove tecnologie e non vede l’ora di scoprire dove ci porteranno.

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Palermo Città della Legalità: i giovani protagonisti al Teatro Biondo

Al Teatro Biondo la premiazione del progetto “Palermo Città della Legalità”: il coraggio civile attraverso musica, video e testi degli studenti

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Gli studenti delle scuole palermitane questa mattina al Teatro Biondo hanno fatto sentire la loro voce, forte e chiara. È stato l’atto finale del progetto Palermo Città della Legalità, la restituzione pubblica di un mese e mezzo di lavoro nelle scuole, tra podcast, video rap, campagne social e racconti curati e scritti dai giovani nel loro linguaggio, che non ha nulla a che vedere con la vuota retorica delle classiche commemorazioni.

Palermo Città della Legalità: il progetto

“Sono le istituzioni che devono andare incontro ai ragazzi – ha sottolineato l’assessora comunale alla Legalità Brigida Alaimo, che il progetto lo ha voluto e costruito – Non sono i cittadini del futuro. I giovani sono i cittadini di oggi. I ragazzi – ha proseguito – hanno le idee chiarissime. Hanno riportato il concetto di legalità a una normalità che noi adulti spesso complichiamo”.

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Brigida Alaimo

Prima del palco del Biondo c’è stato un lavoro costruito dentro le scuole e nei quartieri. “Palermo Città della Legalità” ha infatti coinvolto 18 istituti scolastici trasformando le classi terze delle medie e le quinte delle superiori in laboratori di cittadinanza attiva. Otto realtà del terzo settore hanno poi affiancato il Comune nelle attività formative, insieme ai commissariati di zona, al gruppo provinciale dei Carabinieri, a esperti e tecnici.

Tutto è confluito nell’evento conclusivo del 22 maggio al Teatro Biondo, dove i lavori sono diventati un vero racconto, orchestrato da Roberto Gueli. Nel mosaico delle voci che si sono alternate al suo fianco, c’è quella della presidente della commissione nazionale antimafia, Chiara Colosimo: “Voi non siete spettatori. Siete la prima linea”, ha detto, avvertendo che i social “sono pieni di miti tossici” da cui difendersi.

Antonello Cracolici, presidente della commissione regionale antimafia, ha spostato il discorso sul terreno più concreto: “La legalità non è solo memoria. È convenienza. È libertà”. “Là dove c’è una scuola si chiude una prigione”, ha sottolineato la sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti, invitando a usare social e intelligenza artificiale come strumenti. Le ha datto eco la deputata e segretaria dell’Ufficio di Presidenza della Camera Carolina Varchi, che ha messo in guardia dalla “normalizzazione del fenomeno mafioso”, amplificata da messaggi distorti online.

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Roberto Lagalla e Roberto Gueli

Il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè ha richiamato invece la ferita del 23 maggio 1992, “una cicatrice che non si è mai rimarginata”, e che bisogna saper raccontare alle generazioni che non l’hanno vissuta. Ma come si fa? Per il sindaco di Palermo Roberto Lagalla la risposta è semplice: “Facendo ogni giorno il proprio dovere nel rispetto degli altri”, soprattutto in una città dove le nuove generazioni stanno tornando a sparare”. La storica inviata di Striscia la notizia Stefania Petyx ha scelto l’immagine più efficace: “La legalità è una poltrona comoda. L’illegalità è una strada solo all’apparenza facile. In realtà è piena di spine”. La chiave più rivoluzionaria nella sua semplicità l’ha portata sul palco l’attore comico Ivan Fiore: “La curiosità salva. Studiare salva. È così che si diventa liberi”, ha detto ricordando che la legalità non è un tema da anniversari, ma un modo di stare al mondo.

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Tutti i premiati al Teatro Biondo

I premi del concorso “Palermo Città della Legalità” dimostrano che, quando si affida la parola ai ragazzi, si scoprono non solo linguaggi nuovi ma soprattutto una sorprendente maturità. Nella categoria video multimediale ha trionfato l’Istituto Magistrale Regina Margherita con “Non credo in Dio ma…”, un rap che trasforma la legalità in un linguaggio diretto e contemporaneo. Al secondo posto l’I.C.S. De Amicis – Da Vinci con “Questa terra sarà bellissima”, terzo il Liceo Artistico Ragusa – Kiyohara con “Palermo fa il primo passo”.

La sezione campagna social ha visto primeggiare l’I.C.S. De Amicis – Da Vinci con “Non fare finta di niente. Vedi, senti, parla. Agisci!”, una campagna che sembra uscita da un’agenzia creativa per pulizia visiva e uso consapevole dell’AI. Secondo posto all’I.M. Regina Margherita con “Street Priest”, terzo all’I.C.S. Margherita Hack con “Le sfingi di Palermo”.

Per la categoria elaborato scritto, il primo premio va al Liceo Classico Vittorio Emanuele II con “Il colore del cielo nel buio di una cella”, un testo che restituisce la voce di Giuseppe Di Matteo con pudore e forza narrativa. Secondo posto all’I.C.S. Giuseppe Scelsa con “Attimi di shock: morta a Roma Rita Atria”, terzo all’Istituto Superiore Ernesto Ascione con “Palermo città della legalità”.

A completare la mattinata, le esibizioni degli studenti – con il coro in apertura con gli inni e la performance di danza in chiusura sulle parole di Peppino Impastato dal film “I cento passi”- hanno ricordato a tutti che la legalità passa anche dalla bellezza, dalla disciplina e dalla capacità di stare insieme.

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