Basta con la sospensione delle attività economiche e la revoca delle licenze per le imprese e gli esercizi commerciali alle prese con presunte irregolarità tributarie, anche superiori all’importo di appena mille euro. Lo ha deciso il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana che ha annullato il cosiddetto Regolamento antievasione adottato dal Comune di Palermo durante la Giunta Orlando nel 2020, ed entrato in vigore il 1 gennaio del 2021.
Una pronuncia che, di certo, lascerà il segno nel tessuto produttivo della città, anche in considerazione dell’impatto economico estremamente negativo che la sospensione delle licenze e, in molti casi, la loro revoca, hanno generato. Gli artefici dello storico risultato sono gli avvocati Giovanni Puntarello e Riccardo Costa, rispettivamente partner e associati dello Studio Legalit.
La sentenza del CGA: la vicenda de La Serenissima
Tutto ha inizio quando un’impresa del settore turistico alberghiero – La Serenissima, attiva nel centro storico – decide di rivolgersi ai due legali per far valere le proprie ragioni e contrastare quella che, a tutti gli effetti, si è configurata negli anni come una vera e propria vessazione nei confronti delle aziende non in regola con il pagamento di IMU e TARI, i cosiddetti tributi locali.
La struttura alberghiera, che sorge a Palermo in via dei Cassari 24, aveva subito dapprima la sospensione e, successivamente, la cessazione della propria attività. Una chiusura forzata durata novanta giorni per la quale La Serenissima ha avviato un’azione di risarcimento nei confronti dell’amministrazione comunale, impugnando il provvedimento. Il TAR aveva dato torto all’impresa ma il CGA ha riformato la sentenza, ottenendo un esito favorevole per i titolari dell’albergo ma anche per tutti quegli imprenditori che hanno sperimentato la stessa situazione.
Un beneficio per tutti gli operatori
L’annullamento dei provvedimenti, infatti, ha efficacia erga omnes: in sintesi, a beneficiarne saranno tutti gli operatori economici cittadini colpiti da analoghe misure. Gli effetti immediati in città sono estremamente rilevanti: l’annullamento del regolamento, infatti, porta con sé la caducazione di provvedimenti applicativi e l’azzeramento delle sospensioni e delle revoche di licenze. “L’aspetto più penalizzante per le imprese – ha spiegato l’avvocato Giovanni Puntarello nel corso di una conferenza stampa indetta a Palermo nella sede di Confimprese – riguarda il fatto che, fino a oggi, l’applicazione del regolamento si estendeva anche ai debiti contestati, in corso di rateizzazione o, in taluni casi, addirittura già estinti”.
“Il CGA – afferma il legale – ha stabilito che il Comune sia condannato a pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale e sull’Albo Pretorio per trenta giorni la notizia dell’annullamento del regolamento”.
Nuova speranza per le imprese coinvolte
Una svolta, quella ottenuta dallo Studio Legalit, che ha ridato speranza a molte imprese che, nel corso degli anni, sono state gravate da sanzioni del tutto sproporzionate, anche in considerazione dei pagamenti effettuati o di situazioni in via di regolarizzazione. “Appena appresa la notizia – racconta l’avvocato – sono state tante le imprese che hanno contattato lo Studio Legalit, esprimendo il loro rammarico per non avere impugnato i provvedimenti di cui erano state destinatarie: nel caso della sospensione delle licenze, ci sono tutte le condizioni per ripartire, ma purtroppo molte aziende nel frattempo hanno definitivamente chiuso i battenti”.
La soddisfazione di Confimprese Sicilia
Grande soddisfazione per l’esito del lavoro dei due avvocati è stata espressa anche da Confimprese Sicilia, l’associazione di categoria che tutela i commercianti a cui La Serenissima è iscritta. “Il risultato conseguito – spiega il presidente provinciale di Palermo e coordinatore regionale Giovanni Felice – elimina finalmente un meccanismo che aveva gettato nell’incertezza tanti operatori economici che ora possono tornare attivi”. “Si tratta certamente – aggiunge – di una vittoria per le imprese palermitane ma è possibile che la pronuncia del CGA apra la strada ad analoghe rivendicazioni in altri Comuni: i regolamenti, infatti, spesso sono analoghi”. “La sentenza del CGA – è entrata nel merito di principi inapplicabili: è stata violata, per esempio, l’irretroattività delle norme regolamentari”.
Il Decreto Crescita adottato dal Governo Renzi, sulla scorta del quale Leoluca Orlando aveva approvato il Regolamento antievasione, consente infatti solo di non concedere licenze nuove ma non può stabilire la sospensione o la revoca di attività già autorizzate.
“Rimaniamo a disposizione di chi ha subito e continua a subire provvedimenti lesivi della libertà d’impresa”
“Noi di Confimprese – ha concluso – continueremo a rappresentare gli interessi dei nostri iscritti, dei commercianti e degli imprenditori, rimanendo a disposizione di chi ha subito e continua a subire eventuali provvedimenti lesivi della libertà d’impresa”. Il presidente ha preannunciato l’invio di una nota indirizzata al Comune di Palermo e, nello specifico, al primo cittadino, all’assessore ai Tributi e alle due Commissioni Consiliari al ramo – Attività produttive e Tributi – per chiedere l’avvio di una discussione ufficiale relativa ai due regolamenti annullati dal CGA.
Il tutto, mentre è in discussione la rottamazione delle tasse comunali in città. La sentenza segna un punto fermo: il contrasto all’evasione è non solo auspicabile ma sacrosanto: tuttavia, non può assolutamente tradursi in strumenti vessatori e illegittimi che determinano il collasso delle attività commerciali e imprenditoriali, spina dorsale della vita economica cittadina. L’attuale amministrazione comunale dovrà ora prendere atto di quanto deciso dal CGA; possibile la revoca, in autotutela, dei provvedimenti già adottati.














