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Una boa all’avanguardia per l’area marina di Capo Milazzo: uno strumento per misurare l’inquinamento

Dalla boa multiparametrica ai controlli sui fondali: l’Area marina protetta rafforza le attività di monitoraggio ambientale e protezione della biodiversità.

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L’Area marina protetta Capo Milazzo accelera sulle attività dedicate alla tutela dell’ecosistema marino attraverso nuovi strumenti tecnologici e progetti scientifici destinati a monitorare la qualità delle acque, la biodiversità e lo stato di conservazione dei fondali del promontorio mamertino. Tra le principali novità c’è l’installazione definitiva di una boa multiparametrica di ultima generazione progettata per controllare in tempo reale eventuali fenomeni di inquinamento e raccogliere dati ambientali lungo l’area marina interessata quotidianamente dal traffico navale del Tirreno.

La boa “intelligente” e controlli sui fondali di Milazzo

La nuova apparecchiatura, dotata di sensori tecnologici avanzati, permetterà di rilevare costantemente parametri come temperatura, salinità e presenza di sostanze inquinanti, individuando possibili anomalie riconducibili soprattutto agli scarichi delle imbarcazioni in transito. Un’attenzione particolare sarà rivolta a traghetti, mezzi commerciali e unità da diporto che attraversano lo specchio acqueo di Capo Milazzo.

Parallelamente prosegue anche il progetto Capitale naturale”, finalizzato al monitoraggio dei fondali e alla realizzazione di un report aggiornato sullo stato di salute degli ecosistemi marini e della biodiversità dell’area protetta. L’obiettivo è raccogliere dati utili alla conservazione degli habitat naturali e promuovere un utilizzo sempre più ecosostenibile della risorsa mare.

L’inquinamento nella zona

L’intervento presso l’Area marina protetta Capo Milazzo è sempre più esposta agli effetti dell’inquinamento legato al traffico navale, causato sia da traghetti e navi commerciali sia dalle imbarcazioni turistiche che attraversano quotidianamente il Tirreno. Tra le principali criticità figurano gli sversamenti di idrocarburi, lubrificanti e reflui che possono compromettere la qualità delle acque e dei fondali, oltre all’inquinamento acustico subacqueo che altera gli equilibri della fauna marina.

A queste problematiche si aggiungono la presenza di rifiuti e plastica dispersi in mare e il rischio di introduzione di specie aliene attraverso le acque di zavorra delle navi. Nel caso di Capo Milazzo, inoltre, la pressione ambientale risulta aggravata anche dalla vicinanza del polo industriale della Valle del Mela, i cui contaminanti si sommano agli effetti del traffico marittimo aumentando lo stress dell’ecosistema costiero.

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