Al Taobuk 2026 si parla ancora di Sicilia e sicilianità. Se nella prima giornata la mattina ha reso protagoniste Palermo e Catania attraverso Letizia Battaglia e Goliarda Sapienza, raccontate da Eleonora Spampinato e Lorena Lombardo, il pomeriggio si è poi aperto parlando di Messina e del suo Stretto con Antonio Spadaro, in dialogo Anna Mallamo. Scrittore, critico letterario, teologo e gesuita, recentemente è stato anche autore dell’introduzione, per Feltrinelli, all’enciclica di Papa Leone, nonché di svariate opere su spiritualità e letteratura.
Per la prima volta, con il libro “La Sicilia è un sentimento”, l’autore scrive per la casa editrice Touring, quella che viene classificata come una guida turistica ma che di fatto per Spadaro stesso non lo è. “È un romanzo dove c’è realtà e c’è immaginazione”, ha detto a Taormina. “La maggioranza delle cose che dico sono frutto della mia osservazione, altre me le sono inventate”.
“La Sicilia è un sentimento”: il libro di Antonio Spadaro
Raccontato con passione dall’autore in dialogo con la giornalista reggina Anna Mallamo, “La Sicilia è un sentimento” sembra sfumare i confini tra guida e romanzo per essere prima di tutto e soprattutto una lunga lettera d’amore e appartenenza all’isola, allo Stretto e a Messina. Non a caso, l’incontro si è aperto parlando di corde del cuore, che possono essere accordate solo in armonia con la propria terra. “Leggendo questo titolo – ha raccontato padre Spadaro – mi hanno chiesto se la Sicilia è un sentimento buono o cattivo. Sarebbe buono evidentemente, ma non volevo dire questo. La Sicilia è un sentimento significa che è in accordo con il nostro sentire”.
“Ho scritto questo libro – ha raccontato inoltre – sulla spiaggia di Capo Peloro alla tenera età di 58 anni, quando mi sono reso conto che il mio modo di pensare, il mio modo di vedere il mondo. Persino il mio senso della trascendenza e la mia spiritualità, derivano dalla visione della terra e del mare. Sono nato sullo Stretto e questa terra mi ha richiesto un accordo, un accordarsi tra me, l’io e la terra stessa”.
Una terra di contrasti e armonie
La Sicilia diventa quindi per Spadaro un sentimento, perché chi ci è nato e la vive non può far a meno di sentirla. Messina, in particolare, è raccontata mettendo in evidenza contrasti e opposizioni, visti come essenza stessa del luogo e come una grande lezione che il territorio può dare. “Tutto questo – ha spiegato l’autore – richiede un’accordatura che non è melodica, ma è un’accordatura profonda che mette insieme i diversi”.
Dal dolce della granita con panna al salato del pesce spada, dalle visioni dall’alto di Dinnammare a quelle basse dal mare e dal lago di Ganzirri, fino al contrasto delle correnti del tirreno e dello ionio con i loro colori, le loro temperature e le loro salanità diverse. Tutto sullo Stretto sembra contrasto. Eppure, come racconta Spadaro, “l’armonia è fatta proprio di contrasti e questi conflitti rendono l’identità”.
“Lo Stretto è una lezione di fiducia”, ha aggiunto Anna Mallamo. “Sono due sponde che non si corrispondono mai si osservano ognuna nella propria differenza e non è un sistema di spionaggio e sorveglianza ma di comprensione, di sentimento dell’altro”.
Il parere sul ponte
“Il pensiero del ponte – ha sottolineato infine Spadaro – nasce da una concezione dello Stretto come ferita da ricucire, ma questo è un orrore che non tiene conto della geografia e del genio di questo luogo. Un luogo che nel tempo ha sviluppato e dato forma a miti che poi hanno attraversato spazio e tempo, diventando un punto di riferimento della letteratura e dell’immaginario ovunque”.




















