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Bernardo Mattarella: il padre di Piersanti e Sergio che contribuì alla Costituzione Italiana

Tra i primi politici della Democrazia Cristiana, fu eletto nell'Assemblea Costituente del 1946

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Mattarella è un cognome che non passa inosservato nella storia politica della Sicilia e dell’Italia: Piersanti fu presidente della Regione Sicilia assassinato dalla mafia nel corso del suo mando, Sergio è l’attuale Presidente della Repubblica. Ma il primo Mattarella a entrare in politica fu il padre: Bernardo Mattarella è stato tra i padri della costituzione, ricoprì diverse volte l’incarico di ministro e fu tra i primissimi esponenti della Democrazia Cristiana.

Nato a Castellammare del Golfo nel 1905, fu tra i fondatori della DC in Sicilia, entrando a far parte dei primi due governi del Comitato di Liberazione Nazionale per poi essere eletto nell’Assemblea Costituente, rappresentando la Sicilia Occidentale.

Il simbolo dell’Italia post fascista

Già membro del Partito Popolare di Luigi Sturzo nel 1924, laureato in Giurisprudenza nel 1929 presso l’Università degli Studi di Palermo, si distinse per il suo antifascismo, partecipando alle riunioni clandestine con Alcide De Gasperi per porre le basi della fondazione della Democrazia Cristiana. Dopo lo sbarco degli alleati, pose le basi per la fondazione della DC Siciliana: da qui il suo percorso prima nella Consulta regionale siciliana nel 1944 e poi nell’Assemblea Costituente, in cui fu eletto nelle elezioni del 2 giugno 1946. Nel corso della sua carriera politica prese parte a svariati governi: già sottosegretario al Ministero dei trasporti nel primo governo del 1948, fu poi Ministro della Marina mercantile nel 1953 e Ministro delle poste e delle telecomunicazioni dal 1957 al 1958, per poi diventare Ministro dell’agricoltura nel 1963 e Ministro del commercio estero fino al 1966.

Nel 1968 fu eletto per l’ultima volta nella Camera dei Deputati per poi concludere il proprio mandato nel 1971, in cui morì a seguito di un malore proprio durante una seduta in Parlamento. Dalla sua storia politica si evince la sua importanza per la Democrazia Cristiana, ma anche per l’intera Italia Repubblicana.

La lotta alla mafia

Bernardo Mattarella fin dal 1943 e 1946 prese una forte posizione contro la mafia, come si evince dagli scambi epistolari con Don Luigi Sturzo, in cui descriveva i separatisti: “È comunque un movimento che occorre seguire e vigilare continuamente, anche per l’elemento poco buono da cui è circondato, la mafia, riportata dai feudatari separatisti all’onore della ribalta politica”. E ancora dopo la vittoria nelle elezioni “La lotta elettorale è stata dura e faticosa, ma ci ha dato anche il grande risultato del pieno fallimento della mafia… I separatisti, che ne dividevano con i liberali i favori, sono stati miseramente sconfitti.”

Fu tra i primi ad esprimersi in maniera favorevole sulla costituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sulla mafia, confermando la sua lotta ad un fenomeno ancora poco conosciuto. Per ricordare la sua figura, a Castellammare del Golfo è stata a lui dedicata una delle vie principali della cittadina: questo riconoscimento conferma l’importanza storica di Bernardo Mattarella, tra i “padri” della Repubblica e tra i primi a carpire le problematiche della mafia.

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