Lampedusa è pronta ad accogliere Papa Leone XIV, l’Isola era già stata la prima meta scelta dal Pontificato di Papa Francesco e ora la continuità lampedusana si prepara all’arrivo del suo predecessore. Al centro della visita, la volontà di ribadire l’accoglienza e rimettere al centro dell’attenzione globale il dramma dei migranti nel Mediterraneo. Si parlerà anche di Maria, la prima bambina nata sull’Isola dopo 51 anni.
Il Pontefice sarà accolto dall’Arcivescovo di Agrigento Alessandro Damiano, dal Presidente della Regione Renato Schifani, dal Prefetto Salvatore Caccamo, dal Sindaco di Lampedusa Filippo Mannino e dal Presidente del Libero Consorzio di Agrigento Giuseppe Pendolino.
Il programma della visita pastorale
La visita di Papa Leone XIV a Lampedusa si concentrerà in poche ore, ma sarà scandita da una serie di tappe altamente simboliche. Dopo l’arrivo sull’Isola alle 9, il Pontefice si recherà dapprima al cimitero, dove renderà omaggio con un gesto floreale alle tombe di alcuni migranti. Successivamente raggiungerà la Porta d’Europa per una breve sosta insieme a una famiglia di esuli, prima di trasferirsi al Molo Favaloro, dove benedirà la targa che intitola il molo a Papa Francesco e saluterà un gruppo di profughi accompagnati dalla Croce Rossa.
Alle 10:30 presiederà la celebrazione della Santa Messa al campo sportivo, con l’omelia e la benedizione finale. Al termine incontrerà le autorità civili e militari, i volontari, i sacerdoti e gli ammalati, per poi lasciare l’isola alle 12:30 e fare rientro in Vaticano nel primo pomeriggio.
Le motivazioni della visita di Papa Leone
Il primo viaggio pastorale di Leone XIV in Italia si inserisce in una chiara continuità con il magistero di Papa Francesco, che nel 2013 scelse proprio Lampedusa come prima meta del suo pontificato per denunciare la “globalizzazione dell’indifferenza”. Il nuovo Pontefice torna sulla più grande delle Pelagie per rilanciare quel messaggio e riconoscere il valore di una comunità considerata la “porta d’Europa” e una vera “parrocchia di frontiera”.
La visita vuole essere anche un gesto di preghiera e compassione verso le vittime delle migrazioni, alle quali il Papa desidera dare voce sostando sulle loro tombe, ma anche un segno concreto di vicinanza ai pescatori, ai volontari, ai mediatori culturali, agli operatori umanitari e alla Chiesa di frontiera che ogni giorno, tra il Molo Favaloro e l’hotspot dell’isola, accolgono con umanità chi fugge da guerre, persecuzioni e povertà.



















