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Peppino Mazzullo, compie 100 anni la voce “siciliana” di Topo Gigio

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Peppino Mazzullo compie cento anni e, di questi, ne ha dedicato quasi la metà (dal 1961 al 2006) a dare anima e voce a Topo Gigio, simbolo dell’infanzia e della televisione italiana. Con il suo tono indimenticabile messo a servizio del personaggio creato da Maria Perego, è riuscito a unire nel corso degli anni generazioni diverse.

Oggi taglia il traguardo del secolo a Santo Stefano di Briga, in provincia di Messina, lì dove tutto era cominciato nel 1926. Nel 2004, dopo essere tornato a vivere stabilmente nel suo paese d’origine, ha fondato il Piccolissimo Teatro di Messina, al cui interno dirige tuttora la Scuola di teatro comico e drammatico.

La voce che creò il mito di Topo Gigio

Tutto ebbe inizio alla fine degli anni Cinquanta, negli studi RAI, quando l’attore messinese incontrò l’intuizione di Maria Perego, dell’autore Guido Stagnaro e di Federico Caldura i quali avevano dato vita al primo fantoccio nel 1959. Definire il suo compito come di doppiaggio sarebbe riduttivo, perché una vera e propria creazione artistica, consolidata dal legame che si formò tra Mazzullo e Topo Gigio, col lavoro ufficialmente avviato nel 1961.

Spinto da Caldura a testare il prototipo, l’attore e doppiatore attinse ai suoi ricordi d’infanzia. “Quando ho visto quel pupazzo, ho avuto un brivido profondo. Mi sembrava preciso identico a un folletto che avevo visto da bambino ai piedi del letto. Così l’ho preso d’impulso in mano e ho deciso istintivamente di dargli quella stessa identica voce strozzata che mi era uscita durante lo spavento della mia infanzia” ha raccontato Peppino Mazzullo in un’intervista a La Sicilia. Da quella suggestione, improvvisò quel falsetto inconfondibile, creando così un legame indissolubile. Per 45 anni, l’attore operò come una presenza invisibile, recitando vestito di nero su uno sfondo nero per scomparire fisicamente e infondere vita in quel corpo di plastica.

Il successo di Topo Gigio fu immediato e straordinario. Frasi come “Ma cosa mi dici mai!” e il dolce invito “Tutti a nanna dopo Carosello” resero Mazzullo un punto di riferimento delle serate italiane. Il fenomeno crebbe talmente tanto da superare i confini nazionali, portando l’attore e il suo pupazzo fino a New York, sul celebre palco dell’Ed Sullivan Show, dove dialogò persino con Michael Jackson e i Beatles, facendo dell’attore messinese una figura di rilievo nella cultura pop globale.

Il teatro dei giovani e il ritorno alle origini

Dopo aver chiuso nel 2006 il suo lunghissimo ciclo come voce ufficiale del personaggio, Peppino Mazzullo non ha smesso di fare arte, ma ha scelto di farlo lontano dai grandi schermi. Oltre a fondare il Piccolissimo Teatro di Messina, ha trasformato l’antico palazzo nobiliare dei De Spucches in una scuola di recitazione comica e drammatica per i ragazzi della sua terra e ha continuato a insegnare che la voce è il riflesso dell’anima, lavorando nell’ombra con la stessa dedizione degli inizi. Per anni ha trasmesso la sua sapienza scenica lontano dai riflettori, dimostrando che il vero palcoscenico è quello dove si coltiva il talento delle nuove generazioni.

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