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Giuseppe Tornatore sarà cittadino onorario di Messina: il legame per “Nuovo Cinema Paradiso”

Giuseppe Tornatore sul palco della Rassegna Cinematografica Internazionale di Messina ha parlato degli inizi di “Nuovo Cinema Paradiso” e di come la città peloritana cambiò la storia del film

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Giuseppe Tornatore riceverà la cittadinanza onoraria di Messina. Ad annunciarlo nel corso della prima serata della Rassegna Cinematografica Internazionale di Messina, è stato il sindaco Federico Basile, dopo avere concordato la proposta col Consiglio comunale. Un atto che ha definito “sentimentale”, sottolineando il rapporto intenso tra il regista di Nuovo Cinema Paradiso e la città. L’iter è stato già avviato e dovrebbe essere completato nei prossimi mesi. 

Giuseppe Tornatore alla Rassegna Cinematografica Internazionale di Messina

La Rassegna Cinematografica Internazionale di Messina è tornata dopo ventotto anni di assenza e lo ha fatto in grande stile, portando sul palco proprio Giuseppe Tornatore, chiamato in causa in un momento di grande commozione per il ricordo di Ninni Panzera, ex Segretario Generale di Taormina Arte, recentemente scomparso. Il regista gli era profondamente grato perché alla fine degli anni Ottanta aveva creduto in Nuovo Cinema Paradiso, ancora prima dell’apprezzamento del grande pubblico, e perché anche successivamente aveva fatto in modo di diffondere la memoria del film nel modo migliore. “Era una persona rara in questo settore, non ha mai pronunciato una sillaba fuori posto”, ha affermato. È stato dunque proprio lui a consegnare il premio alla carriera previsto dalla kermesse alla figlia, Ida Panzera. 

L’aneddoto su “Nuovo Cinema Paradiso”

Sul palco, Giuseppe Tornatore ha voluto raccontare nel dettaglio l’aneddoto che lo legò a Ninni Panzera. “Aveva un amore ossessivo per Nuovo Cinema Paradiso. Nel gennaio 1989, mentre io ero amareggiato e convinto di avere fallito, mi persuadeva che avessi fatto un capolavoro. I dati italiani erano sconfortanti e delineavano un flop, ma il dato messinese era positivo. Decisi di indagare e scoprii che un certo Ninni Panzera, nella sua sala Milani, registrava soldout. Il motivo era che l’esercente, Giovanni Parlagreco, faceva entrare le persone gratis, dicendo loro di passare alla fine del film alla cassa. Qualora gli fosse piaciuto, avrebbero pagato. Ninni ha creduto nella mia opera più di me stesso, mi fece capire bisognava avere pazienza. Il resto è storia. Da lì siamo diventati amici, mi fidavo ciecamente di lui”.

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