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mercoledì|27 Maggio|2026
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Maria Lucrezia Rallo
Maria Lucrezia Rallo
Maria Lucrezia Rallo, classe 2002. Alfiere della Repubblica Italiana. Studentessa ad Unipa. TransFemminista Intersezionale incallita e studiosa della questione di genere, dell'intersezionalità e delle discriminazioni sistemiche. Ama e scrive poesie. La scrittura è il suo modo per comprendere il mondo dentro e fuori di lei. Ama l'arte in tutte le sue forme e la promuove affinchè sia più accessibile a tutt3.

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Giuseppe Tornatore, il regista che racconta la Sicilia al mondo compie 70 anni

Dai vicoli di Bagheria ai grandi festival internazionali: l'omaggio a uno dei registi italiani più amati e riconoscibili nel mondo

Maria Lucrezia Rallo
Maria Lucrezia Rallo
Maria Lucrezia Rallo, classe 2002. Alfiere della Repubblica Italiana. Studentessa ad Unipa. TransFemminista Intersezionale incallita e studiosa della questione di genere, dell'intersezionalità e delle discriminazioni sistemiche. Ama e scrive poesie. La scrittura è il suo modo per comprendere il mondo dentro e fuori di lei. Ama l'arte in tutte le sue forme e la promuove affinchè sia più accessibile a tutt3.
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Il 27 maggio 2026 Giuseppe Tornatore compie settant’anni. Un traguardo importante per uno dei registi italiani più amati al mondo, che è stato capace nel corso della sua lunga carriera di trasformare la propria terra in un linguaggio cinematografico universale. Il suo stile è profondamente legato alla sua Sicilia, con le memorie di paesi che sembrano rimasti sospesi nel tempo che lasciano tracce indelebili sulla pellicola attraverso personaggi che restano impressi ben oltre i titoli di coda.

Da “Nuovo Cinema Paradiso” a “Baarìa”, passando per “Malèna”, il cinema di Giuseppe Tornatore ha saputo conquistare il mondo senza tradire le proprie radici. Ed è forse proprio questa la sua grandezza: avere raccontato la sicilianità senza folklore, trasformandola in emozione condivisa.

La Sicilia che ha formato lo sguardo di Tornatore

Nato a Bagheria, Giuseppe Tornatore ha costruito gran parte della sua poetica attorno alle immagini della sua infanzia e alle atmosfere della provincia siciliana. Eppure, i suoi film non si limitano a raccontare un territorio: parlano di nostalgia, di famiglia, di desiderio, di perdita. Parlano, in fondo, di ciò che rende umani. Per comprendere davvero il cinema di Tornatore bisogna partire proprio dalla località in provincia di Palermo. Non soltanto come luogo geografico, ma come spazio emotivo. La cittadina alle porte del capoluogo siciliano ritorna continuamente nel suo immaginario: nelle piazze assolate, nei silenzi delle case, nei volti della gente comune, nei racconti tramandati oralmente.

La Sicilia nella pellicola del regista non è mai cartolina o stereotipo. Fin dagli inizi della sua carriera, ha mostrato un’attenzione particolare per la memoria collettiva. I suoi personaggi sembrano spesso vivere tra nostalgia e trasformazione, mentre il tempo modifica luoghi e relazioni. In questo senso, l’Isola diventa qualcosa di universale: chi guarda i film di Giuseppe Tornatore riconosce emozioni familiari anche senza avere mai visto quella Sicilia, soprattutto popolare, proiettata sul grande schermo, diventato con gli anni la sua casa e non un semplice mezzo di intrattenimento.

Una scena tratta dal film "Baarìa" di Giuseppe Tornatore
Una scena tratta dal film “Baarìa” di Giuseppe Tornatore

Da “Nuovo Cinema Paradiso” a “Baarìa”

Se esiste un film capace di sintetizzare il mondo poetico di Giuseppe Tornatore, quello è senza dubbio “Nuovo Cinema Paradiso”, girato quasi interamente in Sicilia. Il paese immaginario in cui è ambientato, Giancaldo, prende il nome dal monte che sovrasta Bagheria. Vincitore dell’Oscar come miglior film internazionale nel 1990, ha segnato la storia del cinema e dell’immaginario dell’Isola sul grande schermo.

Anche in “Malèna la Sicilia occupa un ruolo centrale. Non soltanto come ispirazione per la località immaginaria di Castelcutò. È, infatti, un attore principale: il paese osserva, giudica, condanna. Attraverso lo sguardo adolescenziale del protagonista, il regista racconta desiderio, solitudine e ipocrisia sociale, mostrando ancora una volta una terra complessa e profondamente umana.

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E poi c’è Baarìa, con cui Giuseppe Tornatore parla esplicitamente della e alla propria terra d’origine, Bagheria. Il film è una grande narrazione corale che attraversa decenni di storia siciliana: povertà, politica, emigrazione, trasformazioni sociali.

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Scena tratta dal film “Nuovo cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore

Il bagaglio di Giuseppe Tornatore

Con settant’anni di vita sulle spalle e oltre quaranta di carriera nel mondo del cinema, Giuseppe Tornatore porta oggi con sé un bagaglio culturale enorme. Negli anni, ha collaborato con grandi nomi del cinema internazionale. Fondamentale è stato anche il sodalizio con Ennio Morricone, autore di colonne sonore diventate inseparabili dalle immagini del regista.

Oggi il regista viene considerato una delle più grandi eccellenze siciliane nel panorama culturale mondiale. Ma ciò che colpisce maggiormente è il modo in cui abbia mantenuto intatta la propria identità artistica, anche dopo il successo internazionale.

Nei suoi film la Sicilia continua a essere presente non come sfondo decorativo, ma come modo di guardare il mondo. Una terra fatta di memoria, silenzi e contraddizioni che, attraverso il cinema, riesce ancora a emozionare spettatori di ogni parte del pianeta.

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Maria Lucrezia Rallo, classe 2002. Alfiere della Repubblica Italiana. Studentessa ad Unipa. TransFemminista Intersezionale incallita e studiosa della questione di genere, dell'intersezionalità e delle discriminazioni sistemiche. Ama e scrive poesie. La scrittura è il suo modo per comprendere il mondo dentro e fuori di lei. Ama l'arte in tutte le sue forme e la promuove affinchè sia più accessibile a tutt3.

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