Sono stati il simbolo di un’Italia dello spettacolo lenta, gerarchica, teatrale e culturalmente compatta che oggi purtroppo non esiste più. Un mondo non tanto fatto di celebrità nella pura accezione contemporanea quanto piuttosto di professionisti dello spettacolo dentro una filiera culturale stabile. Un mondo in cui il mestiere dell’attore era una tradizione familiare tramandata come un’arte artigianale fatta di tournée, teatri, set cinematografici, radio e financo la nascente televisione. In verità la trasmissione familiare dell’arte esiste ancora ma oggi è meno istituzionale: il sistema dello spettacolo è più frammentato e ipervisibile compresso com’è tra cinema, streaming, talent show e contenuti digitali.
Il tramonto di una grande tradizione dello spettacolo
Siamo alla fine del Settecento e dire Almirante significa evocare esperienza scenica, continuità artistica, affidabilità nel mestiere. È un’epoca in cui l’attore acquisisce la fama lentamente, il teatro precede il cinema e gli Almirante rappresentano il tempo della costruzione paziente della carriera. È una famiglia dentro la storia culturale italiana che attraversa il teatro ottocentesco, il cinema muto, il fascismo, il dopoguerra e infine la nascita della televisione italiana.

Figure come Italia Almirante Manzini, tra le più famose e belle dive del cinema muto, indimenticabile Sofonisba nel film Cabiria di Giovanni Pastrone e una delle maggiori attrici del nostro teatro della prima metà del Novecento, evocano il periodo in cui il cinema italiano cerca una propria identità artistica europea e ha una forte teatralità, una recitazione controllata, quasi ingessata e molta attenzione alla presenza scenica. Proviamo a immaginare: se una famiglia simile agli Almirante esistesse oggi probabilmente lavorerebbe in contemporanea su più piattaforme e magari avrebbe una forte presenza mediatica online.
Le origini della dinastia Almirante in Sicilia
È il 1799: a Capua nasce Pasquale Almirante, capostipite storico della dinastia teatrale. Attore, capocomico nonché amministratore di compagnie teatrali itineranti, dal napoletano arriva in Sicilia, proveniente da una famiglia nobile; sposa l’attrice Elisabetta Quintavalle, appartenente anch’ella a una famiglia teatrale. È infatti la zia di Francesca Quintavalle che, andata in sposa a Alessandro Anselmi, dà alla luce Rosina Anselmi, straordinaria attrice nella compagnia del commendatore Angelo Musco prima e di Michele Abruzzo poi.
Anche se la regione iniziale è la Campania, la famiglia teatrale si radica soprattutto in Sicilia già dai primi dell’Ottocento. Le compagnie Almirante infatti girano tra Palermo, Catania, Acireale, Mistretta, Collesano e Castelbuono. Una classica famiglia d’arte che vive viaggiando.

Pasquale Almirante, custode della memoria familiare
Passano gli anni e arriviamo al 1951. Nipote di Pietro, nasce a San Cono un altro Pasquale Almirante. Ma non è un attore. Studioso, giornalista — collabora con La Sicilia e con La Tecnica della Scuola — docente di lingua e civiltà tedesca nei licei, si occupa della storia della dinastia artistica degli Almirante.
Tra le tante pubblicazioni ricordiamo Immagini San Cono, Il bandito e Margherita, I racconti del barbiere, I racconti della Piazza Grande, Il teatro siciliano attraverso le lettere di Antonio Teodosio Almirante a Lionardo Vigo Calanna di Acireale, ma soprattutto il libro Da Pasquale a Giorgio Almirante. Storia di una famiglia d’arte, edito da Marsilio Editori.
Nel volume il contemporaneo Pasquale, narratore moderno di quella lunga genealogia teatrale e cinematografica, ricostruisce le origini teatrali della famiglia, il passaggio dal teatro al cinema e dipinge figure come Luigi — primo interprete del padre nei Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello — Ernesto e Italia Almirante Manzini, fino al ramo politico rappresentato da Giorgio Almirante.

Dalle lettere di Antonio Teodosio Almirante a Lionardo Vigo emerge inoltre il valore storico e culturale delle missive riportate nel libro: da esse sappiamo non solo delle città visitate dalla compagnia ma anche delle opere rappresentate e delle altre compagnie incontrate lungo il percorso, spesso in concorrenza ma talvolta unite dentro un’unica “società comica”.
La Sicilia tra memoria e antropologia
Attraverso il saggio l’autore ricostruisce il clima culturale del tempo e approfondisce il ruolo del teatro siciliano nella storia culturale italiana, mostrando il rapporto con letteratura e società in una Sicilia attraversata da profondi cambiamenti politici e sociali.
È indissolubile il legame di Pasquale Almirante con la Sicilia: quella autentica, rurale, popolare che descrive con minuziosità quasi maniacale in molti dei suoi scritti, interessato com’è a non fare cadere nell’oblio i dialetti, i racconti orali, la vita contadina e le tradizioni scomparse. La sua produzione culturale nasce infatti da una forte attenzione per il territorio siciliano e per le sue trasformazioni sociali e intellettuali. Attraverso saggi, romanzi e studi storici, l’autore contribuisce a recuperare documenti, testimonianze e tradizioni spesso dimenticate, offrendo ai lettori uno sguardo autentico sulla storia dell’Isola.
Mimmo, come lo chiamano con affetto gli amici, ha una scrittura semplice, chiara e lineare, priva di arzigogoli ma al tempo stesso colta, caratterizzata da una forte attenzione antropologica e da uno spiccato gusto per il racconto corale. Tanto che i suoi libri vengono spesso descritti come veri e propri affreschi della Sicilia del Novecento: mosaici di personaggi popolari, documenti culturali oltre che narrativi.
L’eredità culturale degli Almirante
L’opera di Pasquale Almirante rappresenta un contributo importante alla conservazione della memoria storica e teatrale italiana. Attraverso la ricerca archivistica e la narrazione, l’autore mescola storia locale e cultura nazionale, restituendo valore a vicende familiari e artistiche spesso poco conosciute dal grande pubblico. Il suo lavoro continua a essere apprezzato da studiosi, appassionati di teatro e lettori interessati alla storia della Sicilia e delle grandi famiglie artistiche italiane.

















