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mercoledì|27 Maggio|2026
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Dieci tonnellate di pneumatici recuperati dal mare: così rinasce il fondale di Palermo

Ad Acqua dei Corsari il progetto di Marevivo e dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai ha trasformato un’area simbolo di degrado in un laboratorio di rigenerazione ambientale tra bonifiche, riforestazione marina ed educazione nelle scuole

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Per anni il tratto di mare di Acqua dei Corsari, nella periferia sud di Palermo, è stato il simbolo di un rapporto spezzato tra città e costa. Fondali invasi da rifiuti, materiali di risulta scaricati illegalmente e una delle più preziose risorse del Mediterraneo, la Posidonia oceanica, quasi scomparsa. Oggi, però, qualcosa sta cambiando.

Dopo due anni di lavoro, il progetto “3R per il Mare: Rigenerare, Recuperare, Rispettare”, promosso dalla fondazione Marevivo con il sostegno dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, racconta una storia diversa fatta di recupero ambientale, educazione e rinascita del Golfo di Palermo.

La ferita di Acqua dei Corsari

L’area interessata dal progetto era diventata negli anni una vera discarica a cielo aperto. Materiali edilizi e detriti avevano formato un enorme accumulo di circa venti metri, conosciuto come il “mammellone”, che con il tempo si sgretolava riversando sostanze nocive direttamente in mare.

Da qui è partito l’intervento di Marevivo, inserito nel “Bando Ambiente 2023 – Spazi Blu” promosso dall’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, con l’obiettivo di restituire vita a uno dei tratti più compromessi della costa palermitana.

Dieci tonnellate di pneumatici riportati in superficie

La prima fase del progetto, denominata “Recuperare”, ha avuto un impatto immediato e visibile. Ventisei sommozzatori hanno lavorato nei fondali del Golfo di Palermo recuperando 116 pneumatici fuori uso di grandi dimensioni, abbandonati illegalmente a circa dieci metri di profondità.

Il bilancio finale parla di dieci tonnellate di rifiuti recuperati dal mare. Un’operazione complessa realizzata con il supporto tecnico subacqueo di Cedifop e con il coinvolgimento del Consorzio EcoTyre per il riciclo degli pneumatici. Un intervento che non è stato soltanto una bonifica ambientale, ma anche un gesto simbolico: togliere dal mare ciò che per anni ha rappresentato incuria e abbandono.

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Il ritorno della Posidonia

La seconda azione del progetto, “Rigenerare”, guarda invece al futuro dell’ecosistema marino. A circa 14 metri di profondità sono stati riforestati 100 metri quadrati di fondale con il trapianto di 2.400 fasci di Posidonia oceanica e il posizionamento di 78 moduli di ancoraggio per i rizomi.

La Posidonia è una delle specie più importanti del Mediterraneo: produce ossigeno, assorbe anidride carbonica e offre rifugio a centinaia di specie marine. Un vero polmone blu del mare.

I monitoraggi effettuati tra novembre 2024 e aprile 2026 hanno dato risultati incoraggianti: il 72% delle talee trapiantate è sopravvissuto. Quando la prateria entrerà pienamente a regime, potrà assorbire fino a otto tonnellate di CO2 ogni anno.

Il mare come aula per 700 studenti

Accanto alla bonifica e alla riforestazione, il progetto ha puntato molto anche sull’educazione ambientale. L’azione “Rispettare” ha coinvolto oltre 700 studenti e circa 60 docenti di 12 scuole superiori di Palermo e provincia.

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Le attività si sono svolte al Centro di Educazione Ambientale di Marevivo “Baia del Corallo”, a Sferracavallo, nell’area marina protetta di Capo Gallo – Isola delle Femmine. Qui gli studenti hanno potuto conoscere da vicino la biodiversità marina e comprendere l’importanza della tutela degli ecosistemi costieri.

“Il cambiamento nasce dalla consapevolezza”

“Il depauperamento di oceani e mari, la crisi climatica, la perdita di specie animali e vegetali richiedono un approccio integrato, inclusivo, e interventi concreti – ha dichiarato Laura Gentile, responsabile del progetto per Marevivo – Il successo di ‘3R per il Mare’ si deve al prezioso supporto dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai e all’idea di realizzare un progetto condiviso che sintetizza in modo efficace la mission di Marevivo”.

Sulla stessa linea anche Anna Conti, vicepresidente dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai: “Prendersi cura dell’ambiente significa prendersi cura di noi stessi e delle generazioni future. Con i fondi dell’8×1000 sosteniamo interventi concreti che uniscono azione diretta, rigenerazione degli ecosistemi e formazione delle nuove generazioni”.

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