Mariachiara Accardi
Mariachiara Accardi
Studentessa presso l’Università degli studi di Palermo. Curiosa, amante della scrittura e delle idee che smuovono. Mi appassionano l’attualità, la politica e l’arte, mondi diversi che intreccio con entusiasmo e spirito critico. Credo non si debba mai smettere di imparare, osservare e cercare.

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La Sicilia al Premio Strega 2026: Maria Attanasio nella dozzina e i finalisti a Palermo

L’ottantesima edizione del prestigioso riconoscimento letterario premia Michele Mari, mentre l’Isola conferma il suo legame con la grande narrativa italiana

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Nato nel 1947, il Premio Strega si conferma il riconoscimento letterario più ambito per chi vive il mondo della scrittura. Il premio viene assegnato ogni anno a un’opera di narrativa scritta in lingua italiana ed è stato istituito dalla scrittrice Maria Bellonci insieme a Guido Alberti, produttore del liquore che ha dato il nome al riconoscimento. Per la sua 80ª edizione, vinta da Michele Mari con I convitati di pietra (Einaudi), tra le prime 79 opere proposte è stata selezionata anche un’opera siciliana entrata nella prima dozzina, che però non è riuscita a raggiungere la sestina finale. Il legame tra la Sicilia e il Premio Strega si è rafforzato anche grazie a una delle tappe dello Strega Tour, che ha portato i sei finalisti proprio a Palermo.

Maria Attanasio porta la voce della Sicilia nella dozzina

Tra le opere selezionate nella prima fase del Premio Strega si è distinta anche la penna di Maria Attanasio, una delle voci più rappresentative della narrativa contemporanea siciliana. La scrittrice di Caltagirone è stata candidata con il romanzo storico La rosa inversa (Sellerio), proposto da Ottavia Piccolo. Il libro è entrato nella dozzina, ma non è riuscito ad accedere alla fase finale della competizione. La sua opera si sviluppa attorno ai temi della memoria, delle identità marginali e del rapporto tra individuo e comunità, trovando un equilibrio tra ricostruzione storica e finzione narrativa.

“C’è in ogni tempo uno stretto rapporto di causa ed effetto, di oscura azione e limpida reazione, con relativi complotti e congiurati; apocalittica rappresentazione di ogni maligna devianza della storia, a cui tutti gli Stati muovono guerra quando non riescono più a controllarle, o la loro qualità ideologica diventa sovversivamente contagiosa […]”.

Michele Mari vince con una storia di tempo, amicizia e sopravvivenza

Con 190 voti è Michele Mari ad aggiudicarsi il Premio Strega 2026 con I convitati di pietra. Al centro del romanzo c’è la storia di un incontro tra ex compagni di classe che, ogni anno, versano una determinata cifra in un fondo destinato ai tre che riusciranno a sopravvivere più a lungo agli altri. Un patto apparentemente innocuo che, con il passare del tempo, porta i protagonisti a trasformarsi in figure sempre più estreme, fino a diventare anche assassini. Lo scrittore milanese affronta così il tema dell’invecchiamento, del rapporto con la morte e della resistenza al tempo, raccontando come il passare degli anni possa modificare profondamente l’identità e i rapporti umani.

“Vincolandosi a quel disegno, si erano messi nella condizione di non poter più pensare alla morte in sé, ma solo alla morte in relazione agli altri, per farne una questione meschina e dispettosa, all’insegna di un flagrante e riprovevole cattivo gusto”.

Leggi anche:  Andrea Alba e il suo viaggio letterario: "La Sicilia è il mio osservatorio sul mondo"

Tra gli altri finalisti figuravano Matteo Nucci, Bianca Pitzorno, Teresa Ciabatti, Alcide Pierantozzi ed Elena Rui, ciascuno con una propria proposta narrativa capace di esplorare temi e linguaggi differenti.

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Palermo accoglie i finalisti dello Strega Tour

Il rapporto tra la Sicilia e il prestigioso premio letterario si è consolidato ulteriormente con la tappa palermitana dello Strega Tour. I sei finalisti sono stati ospiti il 12 giugno a Villa Filippina nell’ambito di Logos – Parole dal Mediterraneo, il festival diretto dalla scrittrice Nadia Terranova. L’incontro ha rappresentato un’occasione per raccontare l’evoluzione della letteratura italiana dal dopoguerra a oggi, in una città come Palermo, da sempre crocevia di culture e simbolo di stratificazioni storiche e narrative.

“Felicissima che la sestina faccia di nuovo tappa in Sicilia, e che questo accada per la prima volta a Palermo: così il Mediterraneo torna protagonista della scena culturale italiana ed europea. Il nostro festival non poteva ospitare anteprima migliore”, ha dichiarato la direttrice Nadia Terranova.

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