Il Premio Strega è il più prestigioso premio letterario italiano. Nato nel 1947, il riconoscimento è un osservatorio privilegiato sulle tendenze culturali del Paese, capace di unire grandi firme e nuove voci in una competizione che ogni anno accende il dibattito letterario. La selezione della “dozzina” rappresenta il primo, decisivo passaggio con dodici opere che, per qualità e visione, riescono a imporsi su centinaia di candidature e migliaia di nuovi titoli ogni anno.
Tra queste, spicca quest’anno la presenza della Sicilia con Maria Attanasio. La candidatura della poetessa siciliana rappresenta un importante riconoscimento individuale, ma anche un segnale per la letteratura siciliana, da sempre capace di raccontare il mondo attraverso uno sguardo radicato nella storia e aperto all’universale.
Le motivazioni della candidatura
Maria Attanasio entra nella rosa dei candidati con La rosa inversa, edito da Sellerio e proposto da Ottavia Piccolo. Una candidatura sostenuta da una motivazione che mette in luce la complessità e l’originalità dell’opera. “Il romanzo di Maria Attanasio inizia col ritrovamento di un manoscritto – si legge nella motivazione -, da lì si torna indietro nel tempo, all’epoca dei lumi, nel pieno del conflitto tra ragione e religione. Un viaggio che rompe gli schemi della narrazione classica, dove struttura, personaggi e dinamiche si muovono in un territorio ibrido tra invenzione e rigore filologico”.
Il risultato è un “racconto che affonda le radici nella Sicilia e nell’Italia del Settecento, ma che riesce a proiettarsi con forza nel presente, evocando un mondo ancora attraversato da tensioni profonde: di nuovo stretti tra potenti e aggressivi despoti, sospesi tra speranza e disperazione”.
Un viaggio tra mistero e Illuminismo
La rosa inversa si apre in un palazzo nobiliare della Sicilia orientale, a Calacte, agli inizi del Novecento. Qui, la scoperta di una stanza segreta diventa la chiave d’accesso a un passato carico di significati: tra i volumi custoditi emergono i grandi pensatori dell’Illuminismo – Voltaire, Diderot, Montesquieu, d’Alembert – insieme a simboli massonici.
Ma è un manoscritto a catalizzare l’attenzione: quello del barone Ruggero Henares, antico proprietario del palazzo. Il testo, intitolato proprio La rosa inversa, si configura come un racconto autobiografico che intreccia storia, ideali e inquietudini, dando vita a una narrazione stratificata, sospesa tra ricerca d’archivio e invenzione letteraria.
Una vita per l’insegnamento e la poesia
Nata a Caltagirone nel 1943, Maria Attanasio è una delle voci più originali della letteratura italiana contemporanea. Poetessa e scrittrice, ha affiancato alla produzione narrativa un forte impegno civile e culturale. Per anni insegnante di Storia e filosofia al liceo classico Secusio, di cui è stata anche dirigente, ha sempre mantenuto un legame profondo con la sua terra.
La sua formazione letteraria nasce dalla poesia, ma negli anni Novanta, anche grazie all’incontro con l’editrice Elvira Sellerio, si apre alla prosa, costruendo un percorso narrativo coerente e riconoscibile. Nelle sue opere si ritrova una costante tensione verso la giustizia sociale, una denuncia delle disuguaglianze e una riflessione critica sulla realtà, spesso filtrata attraverso il dialogo tra storia e immaginazione.
I candidati al Premio Strega
Accanto a Maria Attanasio, la “dozzina” del Premio Strega 2026 riunisce autori affermati e nuove proposte della narrativa italiana. Tra i candidati figurano, tra gli altri, Teresa Ciabatti, Michele Mari, Matteo Nucci, Bianca Pitzorno e Marco Vichi, in una selezione che testimonia la ricchezza e la varietà del panorama letterario contemporaneo. A valutare le opere è il Comitato direttivo composto da figure di primo piano del mondo culturale, tra cui Dacia Maraini, Paolo Giordano e Melania G. Mazzucco, chiamati a guidare il percorso che porterà alla scelta del vincitore.














