Da oltre quarant’anni Salvo Puleo sviluppa un approccio progettuale fondato su dialogo, funzione e cura del dettaglio. Linguaggi contemporanei riconoscibili, recupero dell’esistente e una forte attenzione alla materia raccontano una pratica matura, capace di coniugare carattere, comfort e qualità dello spazio.
Puleo Architettura: un equilibrio costruito nel tempo
A Catania, l’architetto Salvo Puleo fonda il suo studio negli anni ’80, definendo un linguaggio architettonico innovativo e contemporaneo, radicato nella materia tradizionale locale ma libero da schemi. Ogni progetto creativo nasce dal dialogo con il committente e i luoghi dando vita a un’architettura che emoziona, resiste al tempo, si distingue.
Dopo una stagione dedicata al retail e agli allestimenti per eventi come Pitti Moda e Milano Moda, lo studio passa alla progettazione residenziale e firma ristrutturazioni, nuove costruzioni, musei, cantine, alberghi. Puleo Architettura è una realtà solida, con una squadra che vive ogni progetto come ricerca: Angela Catanese, presenza di riferimento nello studio, interpreta con empatia lo stile condiviso, Carlotta Puleo porta nuova energia e competenze digitali, con loro i giovani architetti Carmelo D’Amico e Giulia Rizzo.
Lo studio è una bottega contemporanea dove l’incontro diventa spunto creativo. La progettazione oscilla tra burocrazia e innovazione, tra software evoluti e il rimpianto per il disegno a mano: “I software velocizzano il lavoro, anche se hanno eliminato la poetica degli schizzi a mano libera”. Gestire uno studio richiede esperienza e capacità di far dialogare professionalità diverse: “Ognuno contribuisce con la propria competenza e sensibilità, in un equilibrio tra creatività individuale e visione collettiva”. Il processo parte dalla grande scala: la lettura del contesto guida la forma. “Dopo aver definito ciò che l’architettura deve ‘fare’, interveniamo su come deve ‘apparire’. La differenza la fanno i dettagli. In essi, funzione ed estetica trovano equilibrio”.
A69: colore e materia incontrano l’arte
Interpreta lo spazio come un equilibrio armonico tra rigore formale e calore materico, unendo precisione compositiva e sensibilità cromatica in un dialogo tra architettura, arte e quotidianità. Linee essenziali e superfici uniformi accolgono una palette neutra, come una tela silenziosa su cui si innestano colori saturi e dettagli preziosi.



Fotografie di: Francesco Caristia
Il soggiorno, articolato attorno a un ampio divano e a opere d’arte dai toni intensi, dialoga con le finiture calde del pavimento in legno. La parete camino in marmo Billiemi e la boiserie nera in legno di eucalipto aggiungono una dimensione scenografica, bilanciata dalla luce artificiale. La cucina, organizzata attorno a un’isola centrale in acciaio, con superfici in legno tinto nero, prosegue la narrazione materica del progetto, mantenendo continuità visiva e sensoriale.
Casa G: dove l’architettura respira con il mare
Nasce dal restyling di un edificio anni ’70 affacciato sul mare di Brucoli, con vista panoramica sulla costa orientale siciliana e accesso diretto all’acqua. Il progetto valorizza la struttura originaria, fatta di travi, pilastri e vuoti, reinterpretandola con un linguaggio mediterraneo contemporaneo.
L’ingresso, da strada privata punteggiata da alti pini, conduce a un living con grandi vetrate sul mare, cucina a giorno e locali di servizio. Una scala in legno e ferro porta alle camere e ai bagni. Gli arredi su misura fondono ferro e legno su fondi chiari, esaltati dalla luce naturale. All’esterno, un basamento in pietra locale ridefinisce il portico, le vetrate estendono gli spazi verso il giardino. Le superfici chiare dialogano con l’azzurro del mare e il verde della vegetazione.


Fotografie di: Architettura Urbana – Cucina: Bulthaup Catania
Casa A316: una corte che unisce
Nasce dalla riqualificazione di una costruzione circondata da edifici anonimi e affacciata su una strada trafficata di Catania. Il progetto trasforma radicalmente gli spazi, recuperando il giardino interno e creando dialogo tra dentro e fuori. Lo sviluppo a U viene reinterpretato con un cortile centrale di 2,5 metri che diventa piscina, attraversata da un collegamento vetrato tra le due ali della zona giorno. Il giardino si trasforma in salone a cielo aperto tra gli alberi da frutto.
Il prospetto su strada presenta un ingresso centrale che separa la zona notte: un vano a doppia altezza con soppalco e tetto ligneo accoglie una scala su misura. Al centro, un tappeto di cementine con rondini ondeggianti, recuperate dalla pavimentazione precedente, guida lo sguardo verso il verde e l’acqua.


Fotografie di: Francesco Caristia
Casa A17 ridisegna il paesaggio urbano
Si inserisce con decisione nel tessuto urbano di Acicastello, tra edifici anni ’60 e ’70, adottando un linguaggio contemporaneo in contrasto con il contesto. L’abitazione nasce dall’unione di due unità su due livelli, con doppio affaccio e un patio interno che illumina gli spazi. La facciata arretra le superfici finestrate per garantire privacy: al piano terra, l’ingresso incassato risolve il dislivello con il marciapiede mentre un terrazzo ospita una fioriera.
Al piano superiore, una texture metallica geometrica racchiude il ballatoio, filtrando la luce. Il soggiorno si apre su una grande vetrata e accoglie elementi in pietra e arredi custom. Una scala a sbalzo in legno separa il living dalla cucina e dai locali di servizio. Le due camere con cabina armadio si distribuiscono lungo un corridoio centrale: la padronale è definita da una vetrata e da un bagno con vasca in muratura.



Fotografie di: Francesco Caristia – Bagni: WAUP SRL




















