Da simbolo dell’illegalità a strumento di ricerca scientifica, tutela ambientale e cultura della legalità. È la straordinaria trasformazione di Sentinella Blu, il motoveliero in ferro lungo 16 metri confiscato nel 2024 dopo essere stato utilizzato per il traffico di migranti provenienti dalla Turchia e oggi restituito alla collettività grazie alla Lega Navale Italiana.
Dopo oltre un anno di lavori di recupero e allestimento, l’imbarcazione ha lasciato il porto di Siracusa per la sua prima missione scientifica, inaugurando una nuova fase della sua storia come laboratorio galleggiante dedicato al monitoraggio ambientale del Mar Mediterraneo.
Varato nel 1974 e progettato originariamente come motoveliero per il Mar Baltico, ‘Sentinella Blu’ è stato completamente recuperato grazie al lavoro volontario dei soci della Lega Navale Italiana, coordinati da Agatino Catania, delegato LNI per la Sicilia orientale.
La prima missione parte dal Plemmirio
La prima tappa della campagna scientifica ha interessato l’Area Marina Protetta del Plemmirio, lungo la costa orientale di Siracusa, uno dei più importanti scrigni di biodiversità del Mediterraneo.
Qui il team della Lega Navale Italiana, insieme ai biologi dell’Area Marina Protetta, ha avviato le prime attività di monitoraggio ambientale utilizzando la strumentazione scientifica installata a bordo. Sono stati raccolti campioni d’acqua e misurati parametri fondamentali per valutare lo stato di salute dell’ecosistema marino, tra cui temperatura, salinità, ossigeno disciolto, pressione e conducibilità.
I dati raccolti contribuiranno a monitorare l’evoluzione degli ecosistemi marini e a supportare le attività di ricerca e conservazione.
Il valore dell’Area Marina Protetta del Plemmirio
Istituita nel 2004, l’Area Marina Protetta del Plemmirio tutela oltre 2.400 ettari di mare, caratterizzati da habitat di elevato pregio naturalistico, fondali ricchi di biodiversità e vaste praterie di Posidonia oceanica, fondamentali per l’equilibrio degli ecosistemi mediterranei. Considerata uno dei principali laboratori naturali del Mediterraneo, rappresenta un punto di riferimento per la ricerca scientifica e la conservazione dell’ambiente marino, rendendola il luogo ideale per il debutto operativo di “Sentinella Blu”.
Un viaggio lungo l’Adriatico fino alla Barcolana
La navigazione proseguirà lungo la rotta ionico-adriatica, con tappe a Crotone, Brindisi, Bari e Ancona, fino a raggiungere Trieste nell’ottobre 2026 in occasione della Barcolana, una delle manifestazioni veliche più prestigiose al mondo.
In ogni porto saranno presentati al pubblico i risultati del monitoraggio ambientale effettuato durante il viaggio, trasformando la navigazione anche in un’importante occasione di divulgazione scientifica.
L’arrivo a Trieste segnerà inoltre un momento altamente simbolico: Sentinella Blu entrerà ufficialmente nella flotta delle “barche della legalità” della Lega Navale Italiana, diventando la 32esima imbarcazione recuperata nell’ambito della campagna “Mare di Legalità“. In quell’occasione sarà anche intitolata alla memoria di una vittima innocente della mafia.
La campagna “Mare di Legalità”
Il progetto “Mare di Legalità”, inaugurato nel 2024 dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, punta a restituire alla società le imbarcazioni confiscate alla criminalità organizzata, trasformandole in strumenti al servizio della collettività attraverso iniziative sociali, ambientali e culturali. L’obiettivo è dare nuova vita a beni sottratti alle mafie, dedicandoli alla memoria delle vittime innocenti della criminalità organizzata e del terrorismo.
Non sfruttare il mare, ma proteggerlo
Il presidente della Lega Navale Italiana, l’ammiraglio Donato Marzano, ha sottolineato il valore simbolico e operativo del progetto. “Con l’ingresso di Sentinella Blu nella ‘flotta della legalità’ – afferma – si completa la capacità della Lega Navale Italiana di assolvere pienamente alla propria missione istituzionale: avvicinare tutti al mare, a partire dalle persone più deboli e fragili che non hanno la possibilità di viverlo, diffondere la cultura della navigazione sicura e contribuire concretamente alla tutela dell’ambiente marino, sempre più minacciato dall’azione dell’uomo. Questa imbarcazione, sottratta alla criminalità organizzata, torna oggi a solcare il mare con una missione completamente diversa: non più sfruttarlo per fini malavitosi, ma conoscerlo, studiarlo e proteggerlo”.




















