Non è soltanto un edificio affacciato sul mare, ma uno dei luoghi più rappresentativi di Marettimo. Il Faro di Punta Libeccio, che per generazioni ha guidato i naviganti nel Mediterraneo grazie al lavoro dei suoi guardiani, versa oggi in condizioni di forte degrado. Per questo sull’isola è ripartita la mobilitazione con l’obiettivo di impedirne l’abbandono definitivo e restituirlo alla comunità.
L’associazione culturale, sportiva, ricreativa e turistica “Marettimo” ha infatti annunciato la nascita del comitato “Salviamo il Faro di Punta Libeccio”, un’iniziativa che punta a coinvolgere cittadini, associazioni e istituzioni nella tutela di uno dei simboli più importanti delle Isole Egadi.
Con la costituzione del comitato “Salviamo il Faro di Punta Libeccio” prende ufficialmente il via una nuova fase della mobilitazione. L’iniziativa punta ad allargare il coinvolgimento della cittadinanza, raccogliere idee e costruire una rete di sostegno per il recupero della struttura.
L’appello alle istituzioni per il recupero della struttura
I promotori hanno chiesto al sindaco del Comune di Favignana – Isole Egadi, Giuseppe Pagoto, anche nella sua veste di presidente dell’Area Marina Protetta Isole Egadi, di avviare un confronto sul futuro del faro dopo la scadenza della concessione ai privati.
Il primo cittadino ha raccolto l’appello inviando una richiesta agli enti competenti, tra cui il Ministero della Difesa, la Zona Fari e il Demanio, per individuare una soluzione condivisa e fermare il degrado e mettere in sicurezza il complesso. Successivamente si punta a restituire il faro alla collettività attraverso una destinazione esclusivamente pubblica.
“L’abbandono è un attacco alla memoria dell’isola”
Per l’associazione promotrice la battaglia per il recupero del faro non è nuova, ma oggi assume un’urgenza ancora maggiore. “Salvare il Faro di Punta Libeccio è una battaglia che avevamo già portato avanti anni fa, ma oggi è doveroso tornare a farlo” spiegano i promotori. Il faro viene descritto come “un monumento antico, un simbolo di luce al centro del Mediterraneo” mentre il suo stato di abbandono rappresenta, secondo l’associazione, “un attacco serio alla memoria e alla storia di un luogo“.
La mobilitazione vuole anche ricordare il ruolo dei guardiani del faro, figure che per decenni hanno garantito la sicurezza della navigazione e che rappresentano una parte importante dell’identità di Marettimo. “Il faro non deve e non può essere abbandonato. La storia di quest’isola ce la portiamo sulle spalle come un bagaglio importante” sottolineano ancora i promotori.
Le idee per il futuro: museo, ricerca e tutela del mare
Il progetto di recupero guarda oltre il semplice restauro dell’edificio. Tra le ipotesi avanzate c’è la realizzazione di un museo dedicato alla storia dei fari e dei guardiani, di un centro di biologia marina oppure di una struttura destinata alla ricerca scientifica e al monitoraggio ambientale del Mediterraneo.
La posizione del Faro di Punta Libeccio, a ridosso della Zona A dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi, lo rende infatti un luogo ideale per attività legate alla conservazione dell’ambiente marino, allo studio della biodiversità e alla divulgazione scientifica.
Secondo i promotori, un intervento di recupero potrebbe inoltre rappresentare un’importante opportunità di sviluppo per Marettimo, favorendo il turismo sostenibile, creando nuove occasioni occupazionali e valorizzando il patrimonio storico e naturalistico dell’isola senza alterarne l’identità.




















