Luca Parmitano, l’astronauta siciliano scelto dalla Nasa come pilota della missione Artemis III (un’esercitazione in orbita terrestre bassa) è stato intervistato da Alberto Angela durante il programma Noos, l’avventura della conoscenza in onda ieri sera su Rai 1.
Il colonnello di Paternò, in collegamento da Houston dove sta svolgendo l’iter propedeutico alla partenza, ha raccontato l’addestramento che precede la partenza, prevista nel 2027, svelando la grande emozione per l’incarico che dovrà svolgere.
La missione
Artemis III sarà una delle “prove generali” più complesse che la storia dell’astronautica abbia mai contemplato. Paradossalmente, la missione più complicata dell’intero programma non sarà quella che riporterà gli astronauti a calcare il suolo del nostro satellite naturale, ma questa. La missione avrà un profilo del tutto inedito, dal momento che richiederà di “sincronizzare” tre lanci e i movimenti di tre veicoli spaziali diversi.
Parmitano e la missione Artemis III, le parole dell’astronauta siciliano
“Nemmeno nei miei più grandi sogni avrei potuto immaginare questo prestigioso incarico – ha detto Parmitano – essere scelto come pilota della missione Artemis III dalla Nasa è qualcosa di incredibile. Questa missione, prettamente di sperimentazione, farà da preludio al ritorno sulla luna: non abbiamo ancora una vera conoscenza dei sistemi di allunaggio, questi rappresentano un passo fondamentale per noi”.
La missione prevede un ricongiungimento tra la navicella Orion e i veicoli di atterraggio degli astronauti: “Faremo delle operazioni di ricongiungimento – ha precisato Parmitano – alcune astronavi saranno già in orbita: noi dovremo agganciarci e permettere il passaggio degli astronauti da un mezzo all’altro. Poi ci saranno delle manovre di allontanamento, io come pilota devo fisicamente manovrare l’astronave in movimento. Avendo volato su macchine di derivazione anni ’70 posso dire che sto vivendo un cambio generazionale vero e proprio. Io amo moltissimo il personaggio Disney di Archimede Pitagorico, il suo motto è ‘se è pensabile allora è anche possibile’. Questo concetto mi piace molto. Non ho ancora 50 anni, non ritengo impossibile che ci sia spazio per gli astronauti italiani sulla superficie lunare: dovrò farmi trovare pronto se ci sarà l’opportunità”.



















